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Ok al nuovo regolamento sugli asili nido: 19 articoli. Confronto in aula tra maggioranza e opposizione sulla nuova Giunta

​I primi 13 articoli del regolamento si occupano degli aspetti organizzativi

Un asilo nido

Approvato all’unanimità il nuovo regolamento sugli asili nino sui micro-nidi. È quanto accaduto stamattina in Consiglio comunale nel corso di una seduta che in buona parte è stata dedicata alla presentazione di nuovi assessori da parte del sindaco Francesco Italia. L’aula ha poi deciso l’aggiornamento della seduta a martedì 22, quando si parlerà di sicurezza nei cantiere per lavori appaltati dal Comune e della realizzazione di due rotatorie agli incroci tra i viali Tica e Polibio e tra le vie Guardo e Ozanam alla Pizzuta.

​Licenziato con voto unanime anche dalla commissione consiliare, il nuovo regolamento degli asili nido e dei micro-nidi, illustrato in aula dall’assessore alle Politiche sociali Marco Zappulla (era presente anche la dirigente del settore Adriana Butera), sostituisce interamente il precedente che fu approvato nel 2017. È composto da 19 articoli, gli ultimi sei dei quali dedicati alle modalità di gestione e alla composizione degli organismi di partecipazione, a cominciare dal collettivo del nido del quale fanno parte anche i genitori. Il servizio è rivolto ai bambini da 3 mesi a 3 anni e punta a favorire l’equilibrato sviluppo fisico e psichico. Tiene conto dei processi evolutivi dei piccoli e delle loro esigenze, oltre ad affermare valori e diritti dell’infanzia, della famiglia e le pari opportunità in considerazione dei “profondi cambiamenti – si legge nella premessa – che hanno investito la società e le famiglie, con riflessi sulla struttura, sui ruoli e sulle aspettative, in particolare delle donne”.

Approvato il nuovo regolamento degli asili nido. L’assessore Zappulla: “segnale di responsabilità e inclusione reale”

All’unanimità

​I primi 13 articoli del regolamento si occupano degli aspetti organizzativi: calendario ed orari, modalità di iscrizione, documentazione da presentare, graduatoria, alimentazione e rette di compartecipazione che tengono conto del reddito Isee.

​L’assessore Zappulla ha evidenziato alcuni aspetti peculiari del servizio che trovano riscontro nel nuovo regolamento: trasparenza nelle graduatorie con l’assegnazione di punteggi; i passi in avanti verso l’inclusione andando incontro ai minori con disabili e alle loro famiglie; il supporto alla genitorialità e la partecipazione delle famiglie attraverso il collettivo del nido; il pagamento delle rette (che non subiranno aumenti e resteranno ancora ferme al 2019) e la gestione delle morosità contemperando rispetto delle regole e l’interesse dei bambini.

Prima di ringraziare la commissione consiliare competente per il lavoro svolto, l’assessore ha sottolineato anche la durata del servizio, assicurato dalle 7,30 alle 16,30 (a fronte delle 6 ore, a partire dalle 8, delle strutture private). Nel corso del dibattito è emersa l’attenzione rivolta ai bambini che vivono in famiglie con genitori che godono della legge 104 o con alte percentuali di invalidità. Al confronto in aula hanno partecipato Zappulla, Scimonelli, Gallitto, Marino, Vaccaro Bonafede, Cavallaro e Boscarino. ​Il testo proposto è stato modificato con nove emendamenti, tutti approvati all’unanimità.

“L’approvazione di un nuovo regolamento comunale per gli asili nido rappresenta un passo necessario, ma non sufficiente se non viene accompagnato da una reale garanzia di accesso e da una concreta capacità di risposta ai bisogni delle famiglie. Durante la discussione, abbiamo presentato emendamenti per rendere il regolamento più inclusivo, ponendo attenzione alla pluralità delle culture e delle comunità presenti sul territorio, promuovendo l’inclusione dei bambini con disabilità o in situazione di disagio, valorizzando le attività di piccolo gruppo, il gioco simbolico e le esperienze laboratoriali, e chiedendo l’adozione di una Carta dei Servizi Educativi condivisa con le famiglie e con gli operatori al fine di garantire qualità e trasparenza – sottolinea il gruppo del Pd –. Tuttavia, un regolamento, per quanto ben scritto, non risolve il problema se non viene accompagnato da un impegno concreto sull’aumento dei posti disponibili e sull’effettiva copertura del servizio. In Sicilia, infatti, solo il 13-14% dei bambini nella fascia 0-2 anni ha accesso a servizi per l’infanzia, un dato ben lontano dall’obiettivo europeo. Questa carenza strutturale costringe troppe famiglie a rinunciare al lavoro o a sostenere costi insostenibili per accedere a strutture private, alimentando disuguaglianze sociali e di genere e negando il diritto all’educazione dei più piccoli. Gli investimenti previsti dal PNRR per la costruzione di nuovi asili nido costituiscono un’opportunità importante, ma rischiano di rimanere inefficaci se non vengono accompagnati da risorse certe e strutturali per la gestione ordinaria e per l’assunzione di personale qualificato. Non basta costruire muri se poi quegli spazi restano vuoti, inutilizzati o aperti solo per poche ore al giorno, vanificando le potenzialità dei nuovi servizi per le comunità. Le famiglie hanno bisogno di asili nido realmente aperti, funzionanti, accessibili economicamente e con orari adeguati, che permettano una reale conciliazione tra lavoro e vita familiare e che garantiscano servizi educativi di qualità, superando la logica che vede questi servizi come un privilegio per pochi. Per queste ragioni chiediamo all’Amministrazione di attivarsi con urgenza per garantire non solo risorse per la gestione e per il personale dei nuovi asili nido costruiti con fondi PNRR, ma anche per avviare concretamente il tempo pieno all’interno dei nidi, rispondendo alle esigenze reali delle famiglie e assicurando un ampliamento effettivo dei posti disponibili. Investire sugli asili nido significa investire sul futuro delle comunità, sulla partecipazione delle donne al lavoro, sulla crescita e sul benessere dei bambini e sulla possibilità per le famiglie di progettare con serenità la propria vita, superando le disuguaglianze e costruendo una società più giusta e più forte”.

​Il confronto sulla Giunta, infine, è stato introdotto dal sindaco Italia che ha letto nomi e distribuzione della deleghe prima che prendessero la parola i nuovi assessori. Dai banchi sono intervenuti Marino, Cavallaro, Greco, Zappulla, Scimonelli, Paolo Romano, De Simone, Burti, Vaccaro e Buccheri.

“Nel tentativo di giustificare l’ennesimo rimpasto, il sindaco ha sostenuto che la nomina di consiglieri comunali come assessori rappresenterebbe un modo per “rafforzare il ruolo del Consiglio”. È una lettura che ribaltiamo con forza: non si rafforza il Consiglio facendo coincidere chi governa con chi dovrebbe controllare, perché così si spezza l’equilibrio tra esecutivo e legislativo, tra indirizzo e verifica. Un consigliere che diventa assessore si trova a essere, al tempo stesso, controllore e controllato, generando una evidente ambiguità istituzionale e un danno alla trasparenza democratica – ancora il gruppo del Pd -. La vera valorizzazione del Consiglio passa dal confronto politico, dal rispetto reciproco tra ruoli distinti, dalla capacità di tenere viva una dialettica democratica. Purtroppo, l’esperienza di questi mesi dimostra l’opposto: un sindaco che rifugge il dialogo in aula, che evita il confronto pubblico e che ha reso sempre più sterile il dibattito cittadino, accentuando un modello di governo solitario e autoreferenziale. Abbiamo inoltre sottolineato, come già espresso nel nostro comunicato precedente, un altro tema centrale: la democrazia paritaria. Anche in questa nuova giunta, su sei componenti, figura una sola donna. È l’ennesima dimostrazione che il principio di parità viene considerato non come un valore democratico da perseguire con convinzione, ma come un obbligo formale da aggirare o ridurre al minimo. La rappresentanza femminile non è una concessione, è una necessità politica, culturale e sociale. Continuare a ignorarla è sintomo di un’idea arretrata e sbilanciata del potere. A tutto questo si aggiungono le scelte confuse sulla distribuzione delle deleghe – molte delle quali strategiche, come Turismo, Cultura e Sport, restano accentrate nelle mani del sindaco – e le ambiguità sul ruolo del nuovo capo di gabinetto, ex assessore allo Sport, che rischia di trasformarsi in un “assessore ombra” senza legittimazione formale. Di fronte a questo scenario, ribadiamo con fermezza: il Partito Democratico continuerà a lavorare in aula per costruire un’alternativa seria, trasparente e inclusiva. Una città che vuole crescere ha bisogno di democrazia vera, di rappresentanza piena, di confronto tra ruoli chiari e separati, non di alchimie interne o giochi di potere. Questa amministrazione, nella sua totalità, risulta oggi essere all’opposizione della città: delle sue esigenze, delle sue priorità, della sua voglia di partecipazione e trasparenza. Siracusa merita un governo che la ascolti e che la rappresenti, non un sistema chiuso che lavora per se stesso”.


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