“Non luogo a procedere per estinzione del reato per morte dell’imputato”. Questa la sentenza della Corte d’assise di Messina per il femminicidio di Sara Campanella. La sentenza è stata pronunciata dalla presidente della Corte d’assise Maria Eugenia Grimaldi al termine di una breve camera di consiglio nel processo immediato nei confronti di Stefano Argentino, reo confesso e morto suicida nel carcere di Gazzi dove era detenuto.
All’udienza presenti i genitori della studentessa di Misilmeri uccisa a Messina il 31 marzo scorso. In aula anche il procuratore Antonio D’Amato insieme alla pm Alice Parialò in rappresentanza dell’accusa.
Gli avvocati della famiglia Campanella, Cettina La Torre, Filippo Barbera e Riccardo Meandro hanno depositato una memoria nella quale annunciano che presenteranno un esposto nei confronti di terzi. L’ipotesi che chiedono di approfondire è quella di favoreggiamento alla luce delle telefonate e dei messaggi intercorsi tra madre e figlio.
“Ci aspettiamo la verità, quella che sinora è stata cambiata, adattata alle proprie convenienze”. Così Cetty Zaccaria, la mamma di Sara Campanella, uscendo dal tribunale di Messina dove la Corte d’assise ha disposto il non luogo a procedere per morte dell’imputato nel processo nei confronti di Stefano Argentino, reo confesso e suicida in carcere a Messina dove era detenuto. “Sara era amore e continuerà a dare amore” ha aggiunto la madre. Gli avvocati della famiglia Campanella, Cettina La Torre, Filippo Barbera e Riccardo Meandro, hanno depositato una memoria nella quale annunciano che presenteranno un esposto nei confronti di terzi. L’ipotesi che chiedono di approfondire è quella di favoreggiamento alla luce delle telefonate e dei messaggi intercorsi tra madre e figlio.
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