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Omicidio Petrolito a Canicattini: confermati i 30 anni di reclusione per Paolo Cugno

La Procura generale di Catania, rappresentata dal Pm Antonio Nicastro, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catania aveva rinnovato la richiesta e oggi i giudici hanno confermato la condanna

Confermati i 30 anni di reclusione per Paolo Cugno, il giovane già condannato in primo grado (con rito abbreviato) per l’omicidio di Laura Petrolito avvenuto nel 2017 a Canicattini Bagni. La Procura generale di Catania, rappresentata dal Pm Antonio Nicastro, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catania aveva rinnovato la richiesta e oggi i giudici hanno confermato la condanna.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri Cugno, al culmine di una lite con la compagna, aveva inflitto numerose coltellate sul corpo della donna, e poi aveva gettato il cadavere in un pozzo in un appezzamento di terreno, a Canicattini. Il giovane era stato fermato dai militari alcune ore dopo il delitto e aveva confessato. La difesa ha sempre sostenuto l’incapacità di intendere e di volere.

Laura e il suo compagno erano usciti di casa per una passeggiata lasciando il figlio (che all’epoca aveva 8 mesi) con il nonno, il papà della ragazza. Non hanno fatto più rientro. In serata l’uomo ha iniziato a chiamare entrambi i cellulari senza ottenere alcuna risposta e poi ha avvisato i Carabinieri, nella convinzione che alla figlia potesse essere successo qualcosa.

L’avvocato difensore di Cugno, Titta Rizza, lo scorso marzo aveva puntato sulla presunta incapacità dell’imputato chiedendo una nuova perizia psichiatrica mentre la Procura si era opposta a tale richiesta. E all’udienza i giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Catania rigettarono la richiesta di Rizza, dichiarando chiusa la fase dibattimentale.


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