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Omicidio Zuppardo ad Avola: aperto il processo. L’accusa di premeditazione e violenza tra le aggravanti

La Corte ha deciso di rinviare l’udienza al 13 marzo per l’assegnazione dell’incarico ai periti e per ascoltare i primi tre verbalizzanti

Omicidio Zuppardo

Si è svolta stamattina l’udienza in Corte d’Assise di Siracusa per l’omicidio di Paolo Zuppardo, avvenuto lo scorso 19 giugno 2025 ad Avola. Salvatore e Manuel Rametta, padre e figlio, sono chiamati a rispondere di omicidio con l’aggravante di aver commesso il fatto con crudeltà verso la vittima, in riferimento alla premeditazione, alla violenza e al numero dei colpi inferti, tra cui quelli dati con il calcio di una pistola.

Agguato mortale ad Avola: è Paolo Zuppardo la vittima

24 Metri

Presieduta dalla presidente Tiziana Carrubba (quest’ultima udienza prima del suo trasferimento al Tribunale di Catania), a latere il giudice Andrea Costa, la Corte ha ascoltato le richieste delle parti e avviato il processo per accertare le responsabilità dei due imputati, assistiti dall’avvocato Antonino Campisi.

Omicidio di Paolo Zuppardo ad Avola, convalidato il fermo di padre e figlio

Decisione del Gip

Il pubblico ministero, titolare dell’indagine, ha chiesto l’esame dei testi, la trascrizione di messaggi WhatsApp tra gli imputati e la nomina di un perito per analizzare tracce ematiche e pilifere trovate al momento del sequestro dell’arma. Il processo è entrato nel vivo con la costituzione di parte civile delle persone offese, tutte difese dall’avvocato Natale Vaccarisi, tra cui la vedova Concetta Cavarra in nome e per conto anche dei figli minori, la figlia Selina Concetta e il fratello della vittima, Antonio Zuppardo. La difesa di parte civile ha supportato la richiesta istruttoria avanzata dal Pm titolare dell’inchiesta Francesco Bordonali, chiedendo anche l’esame di una lista di testi, mentre la difesa degli imputati ha richiesto la produzione di video risalenti a prima dell’omicidio (uno dei quali la sera precedente), che saranno valutati dalla Corte tramite un perito.

La Corte ha deciso di rinviare l’udienza al 13 marzo per l’assegnazione dell’incarico ai periti e per ascoltare i primi tre verbalizzanti, agenti del commissariato di Avola, che erano intervenuti durante le fasi iniziali dell’indagine.

Al momento, Salvatore e Manuel Rametta restano in custodia cautelare, rispettivamente nelle carceri di Palermo e Messina Gazzi.


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