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Omicidio Zuppardo ad Avola, giura il perito in Corte d’Assise: al vaglio audio, messaggi e video

La vicenda risale al pomeriggio del 19 giugno 2025, quando Paolo Zuppardo venne ucciso ad Avola in un agguato

Omicidio Zuppardo

Entra in una fase più tecnica il processo per l’omicidio di Paolo Zuppardo, ucciso il 19 giugno 2025 ad Avola. Nell’udienza di oggi, davanti alla Corte d’Assise di Siracusa, ha infatti prestato giuramento il perito incaricato di svolgere una serie di accertamenti ritenuti centrali per la ricostruzione dei fatti.

L’incarico riguarda, in particolare, la trascrizione dei messaggi vocali tra Salvatore e Manuel Rametta, padre e figlio imputati nel procedimento, in un arco temporale che va da aprile 2025 fino alla mattina dell’omicidio. Il perito dovrà inoltre esaminare anche i messaggi scambiati tra le parti e svolgere un’analisi forense sui video prodotti dalla difesa. Un elemento emerso oggi riguarda il telefono cellulare di Paolo Zuppardo (che non è stato ritrovato): assenza che potrebbe pesare sul piano investigativo, soprattutto in relazione alla ricostruzione dei contatti e delle eventuali comunicazioni precedenti al delitto.

Nel corso dell’udienza sono stati infatti anche ascoltati alcuni agenti di polizia intervenuti nelle prime fasi dell’indagine.

Il procedimento vede imputati Salvatore e Manuel Rametta, difesi dall’avvocato Antonino Campisi, chiamati a rispondere di omicidio aggravato dalla crudeltà, con riferimento – secondo l’impostazione accusatoria – alla premeditazione, alla violenza dell’azione e al numero dei colpi inferti, compresi quelli che sarebbero stati sferrati con il calcio di una pistola.

Si sono costituite parti civili i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Natale Vaccarisi: la vedova Concetta Cavarra, anche in rappresentanza dei figli minori, la figlia Selina Concetta e il fratello della vittima, Antonio Zuppardo.

Il pubblico ministero Francesco Bordonali, titolare dell’inchiesta, aveva già chiesto nelle scorse udienze una serie di approfondimenti istruttori, tra cui la trascrizione dei messaggi WhatsApp tra gli imputati e ulteriori accertamenti sulle tracce sequestrate nel corso delle indagini. E proprio su questo versante si concentrerà anche la prossima udienza, già fissata per l’8 maggio, quando saranno ascoltati i medici legali e gli specialisti della Polizia scientifica di Palermo che hanno eseguito la comparazione tra le tracce ematiche rinvenute sul calcio della pistola e il Dna della vittima.

La vicenda risale al pomeriggio del 19 giugno 2025, quando Paolo Zuppardo venne ucciso ad Avola in un agguato. Nei giorni successivi furono fermati Salvatore e Manuel Rametta e, dopo la convalida del fermo, per entrambi venne disposta la custodia cautelare in carcere. I due, detenuti rispettivamente negli istituti penitenziari di Palermo e Messina Gazzi, questa mattina erano presenti in udienza.


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