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Ondate di calore nella zona industriale di Priolo, i sindacati: “Serve protocollo per tutelare i lavoratori”

A condizioni climatiche esterne si aggiungono spesso fattori di stress specifici ravvisabili per esempio in capannoni privi d’isolamento termico e adeguato ricambio d’aria o in postazioni interne alle aree

Le alte temperature che stanno interessando Siracusa in questa calda estate, determinano una diffusa condizione di disagio lavorativo sulla quale bisogna porre l’attenzione per tutelare la salute dei lavoratori del petrolchimico di Priolo. A condizioni climatiche esterne – 40° gradi – si aggiungono spesso fattori di stress specifici ravvisabili per esempio in capannoni privi d’isolamento termico e adeguato ricambio d’aria o in postazioni interne alle aree del petrolchimico dove si aggiungono ulteriori sorgenti di calore e umidità.

“In queste condizioni – si legge in una nota a firma di Angelo Sardella, Antonio Recano e Santo Genovese rispettivamente segretari provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil – mentre le aziende committenti forzano la mano sull’esecuzione dei lavori anche con gli impianti a regime ridotto, le aziende dell’indotto eludono una corretta valutazione del problema, indispensabile per mettere in campo le iniziative necessarie alla tutela della salute dei lavoratori. Inoltre, per il timore di un non accoglimento della richiesta di cassa integrazione da parte dell’Inps, applicano un principio discrezionale e variabile che mette in pericolo la salute dei lavoratori.

Il sindacato ha dato indicazioni alle proprie strutture di valutare e mettere in campo tutte le iniziative necessarie alla tutela della salute dei lavoratori registrando spesso un atteggiamento di chiusura delle aziende che hanno irresponsabilmente obbligato il personale ad operare con ritmi lavorativi non adeguati alla situazione di stress a cui sono sottoposti i lavoratori, dimostrando poca considerazione per la salute dei lavoratori”.

Fim, Fiom e Uilm ritengono che insieme ad un’azione ispettiva adeguata che sanzioni le inadempienze nel rispetto di quanto definito dal decreto legislativo 81/2008, sia non più rinviabile, proseguendo l’esperienza dei protocolli Covid, la sottoscrizione di un accordo tra organizzazioni sindacali, Confindustria, Asp e Inps che definisca un programma di allerta e gestione complessivo del rischio derivante da “avverse condizioni metereologiche” nei luoghi di lavoro ed espliciti i criteri da adottare per un’eventuale richiesta di cassa integrazione dando, a tutti i soggetti interessati, indicazioni chiare a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.


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