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Oneri Fiera del Sud, il Comune di Siracusa perde al Tar: disposto il risarcimento

Il Comune dovrà restituire oltre 238 mila euro, più interessi, e dovrà pagare il compenso al verificatore

Oltre al danno, la beffa: il Comune di Siracusa perde il ricorso al Tar contro Emmea a seguito dell’opposizione della società che ha realizzato il centro commerciale Fiera del Sud al decreto ingiuntivo che Palazzo Vermexio aveva avanzato per il mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione. Non solo, il Comune dovrà restituire all’azienda oltre 238 mila euro, somma versata in più rispetto al dovuto. Sia chiaro da subito: tale eventuale restituzione (c’è ancora un possibile ricorso al Cga, in fase di valutazione) non può essere detratta dai 2,8 milioni di euro che Open Land – altra società quindi – dovrà restituire all’ente pubblico. Tutta la vicenda ruota intorno a conteggi più o meno errati da parte degli uffici comunali in base a interpretazioni legislative contestate dal privato che hanno portato a un decreto ingiuntivo presentato nel 2013 per il pagamento di 650.299 euro e alla conseguente opposizione.

Gli oneri di urbanizzazione erano stati determinati in poco meno di 250 mila euro mentre il contributo sul costo di costruzione in oltre 840 mila euro. Prima del rilascio della concessione (su cui un altro tribunale aveva già evidenziato notevoli dubbi, ma è un’altra storia) erano stati pagati 25 mila e 80 mila euro. Il Comune però evidenziava che la rimanente somma dovuta a titolo di oneri di urbanizzazione (199.701 euro) doveva essere pagata in quattro rate da versare in 24 mesi (16 settembre 2013) dal rilascio della concessione edilizia, mentre quella rimanente, dovuta a titolo di contributo sul costo di costruzione (506.923 euro) in due rate, ultima entro sessanta giorni dall’ultimazione dei lavori e, comunque, prima del certificato di abitabilità.

Scadute le rate (solo due vennero pagate) e vane le diffide di pagamento, con decreto ingiuntivo veniva ordinato a Emmea di pagare in favore del Comune di Siracusa la complessiva somma di 650.299,93 euro. La società si era opposta riguardo i calcoli degli oneri sottolineando che l’ente nel rilasciare la concessione edilizia non si era limitato a calcolare gli oneri di urbanizzazione e i relativi contributi per i costi di costruzione limitatamente ai soli interventi edilizi richiesti e assentiti in variante ma ha calcolato e così riliquidato gli oneri relativamente all’intero originario intervento edilizio (quindi anche riferito a quelle opere e interventi edilizi già assentiti con la concessione del 2008 e relativa variante del 2009, assentita con silenzio-assenso).

Il ctu ha concluso nella relazione che “il calcolo risulta errato in quanto non andava commisurato all’intera opera, ma solo alla porzione di variante” e perché il contributo al costo di costruzione va commisurato al costo di costruzione della sola porzione di fabbricato oggetto di variante, e non sull’intera opera. Il verificatore, dopo aver richiamato tutti i calcoli ha rilevato che Emmea ha pagato al Comune di Siracusa più oneri concessori di quanto avrebbe dovuto, vantando un saldo creditore, di 238.185,33 euro. Il Comune ha contestato la relazione del verificatore ma non ha mai disposto una consulenza tecnica di parte e i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso sottolineando come l’esito della verificazione è “certo autonomamente apprezzabile dal giudice, il quale può anche discostarsi dalle conclusioni del verificatore, a condizione tuttavia che ne espliciti adeguatamente le ragioni; la giurisprudenza amministrativa riconosce, infatti, al giudice di discostarsi dalle risultanze della verificazione (così come da quelle di una consulenza tecnica disposta in corso di causa), essendo tuttavia necessaria la motivazione del dissenso con attenta valutazione di tutti gli elementi esposti nella relazione del verificatore il Comune di Siracusa non ha supportato le proprie contestazioni – peraltro limitate – con un approfondimento tecnico di parte; né emergono, per altro verso, palesi illogicità nella ricostruzione complessiva operata dal verificatore”.

In parole povere: l’esperto è stato nominato per dirimere una questione economico-giuridica, non c’è stata una replica altrettanto tecnica e quindi il Tar si è affidato – correttamente – a quanto espresso dal Ctu. Il Comune dovrà restituire oltre 238 mila euro, più interessi, e dovrà pagare il compenso al verificatore.


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