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Operazione Mazzetta Sicula: due condanne, c’è anche un dipendente dell’ex Provincia

Il processo penale col rito ordinario è pendente per altri 8 imputati, compresi i fratelli Antonino e Salvatore Leonardi, titolari della discarica in amministrazione giudiziaria

Il gup Andrea Filippo Castronuovo ha condannato con il rito abbreviato due imputati dell’inchiesta “Mazzetta Sicula” sulla gestione della discarica Sicula Trasporti. Sono il “pentito” Filadelfio Amarindo, dipendente della società dei fratelli Leonardi, al quale sono stati inflitti 4 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa, frode in pubbliche forniture e attività organizzata di traffico di rifiuti; e Salvatore Pecora, impiegato del Libero consorzio comunale di Siracusa, condannato a 4 anni e 2 mesi per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

Hanno fatto ricorso al patteggiamento due dipendenti dell’impianto di smaltimento dei rifiuti che è stato accolto dal Gup che ha comminato, per attività organizzata per traffico di rifiuti, un anno e quattro mesi a Pietro Nicotra e un anno e otto mesi a Francesco Zappalà. Il processo penale col rito ordinario è pendente davanti la terza sezione penale del Tribunale di Catania per altri otto imputati, compresi i fratelli Antonino e Salvatore Leonardi, titolari della discarica Sicula Trasporti, che è  in amministrazione giudiziaria.

L’inchiesta della procura di Catania riguarda un illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 Comuni siciliani e la gestione della discarica con impianti non adeguati alle prescrizioni di legge. I due imprenditori rispondono di associazione per delinquere, traffico di rifiuti, corruzione, frode nelle pubbliche forniture e getto pericoloso di cose.


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