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Operazione Muddica: il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, dovrà tornare ai domiciliari

Il Riesame di Catania aveva annullato la scarcerazione, la difesa del sindaco aveva deciso di proporre ricorso in Cassazione, che però lo ha rigettato

Il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, dovrà tornare ai domiciliari. Il Tribunale di Siracusa, nel 2019, aveva revocato la misura cautelare nei confronti del primo cittadino, in manette nell’ambito dell’operazione Muddica, disponendone l’immediata scarcerazione.

Il sindaco è accusato con altri a vario titolo tra dipendenti pubblici e imprenditori, di diverse condotte delittuose commesse, ognuno nell’esercizio delle rispettive funzioni, nell’ambito di procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di alcuni uffici del Comune di Melilli. Nella sentenza di scarcerazione per i giudici il pericolo di reiterazione del modus operandi da parte di Carta nella gestione degli affari pubblici era “insussistente” e “non più fondato su elementi concreti e oggettivi”. Il collegio aveva tenuto conto del tempo trascorso dall’applicazione della misura nei confronti del sindaco e degli altri imputati (già scarcerati), dell’epoca in cui sarebbero stati consumati e del clamore mediatico suscitato da una vicenda che ha già visto affievolirsi il quadro iniziale.

Il Pm titolare dell’indagine, Tommaso Pagano, aveva però proposto appello al Riesame di Catania che aveva dato ragione alla Procura, annullando la scarcerazione. La difesa del sindaco aveva deciso di proporre ricorso in Cassazione, che però lo ha rigettato. Si attendono ancora le motivazioni del provvedimento, ma intanto sembra che a breve possa essere applicata la nuova misura cautelare dei domiciliari e di conseguenza l’impossibilità di Carta di espletare le funzioni di sindaco. Appena notificata, il sindaco sarà infatti nuovamente sospeso dalla carica di primo cittadino e le sue funzioni saranno espletate dal vice sindaco Guido Marino.


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