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Operazione “Uomini E Caporali”: Arrestate 15 Persone Per Corruzione e Favoreggiamento

Nelle prime ore odierne, Agenti della Polizia di Stato hanno eseguito 8 misure di custodia cautelare in carcere, 7 provvedimenti di arresti domiciliari nonché notificato 3 misure cautelari di divieto dell’esercizio di attività imprenditoriale, nei confronti di soggetti, tra cui un pubblico funzionario ed alcuni professionisti, accusati, a vario titolo, dei reati di corruzione, favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina.

L’operazione, denominata convenzionalmente “Uomini e Caporali”, scaturisce dalle risultanze di una complessa ed articolata indagine, avviata nel luglio del 2007, condotta dagli Agenti della Digos della Questura di Siracusa e coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Siracusa.
Le meticolose indagini svolte con il massimo impegno dagli investigatori della DIGOS, hanno consentito al GIP di Siracusa, in data 13 novembre u.s., di accogliere le richieste della Procura della Repubblica aretusea, disponendo misure cautelari a carico dei seguenti soggetti:

1. Busà Salvatore, classe 1960, residente in Avola (SR), funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Siracusa (misura cautelare della custodia in carcere);

2. Caruso Rosario, classe 1947, residente in Rosolini, imprenditore agricolo (misura cautelare della custodia in carcere);

3. Cicciarella Vincenzo, classe 1966, residente in Rosolini, imprenditore agricolo misura (cautelare della custodia in carcere);

4. Puccia Salvatore, classe 1967, residente in Vittoria (RG), consulente del lavoro (misura cautelare della custodia in carcere);

5. Siraoui Hamid, classe1967, marrochino, residente in Rosolini, commerciante (misura cautelare della custodia in carcere);

6. Terranova Vincenzo, classe 1963, residente in Rosolini, imprenditore agricolo (misura cautelare della custodia in carcere);

7. Vaccarisi Corrado, classe 1955, residente in Rosolini, dottore commercialista (misura cautelare della custodia in carcere);

8. Wadia Abdellilah, classe 1983, marocchino, residente in Rosolini, bracciante agricolo (misura cautelare della custodia in carcere);

9. Bellaabada Abdallah, classe 1960, marocchino, residente in Rosolini, bracciante agricolo (misura cautelare degli arresti domiciliari);

10. Candiano Luigi, classe 1960, residente in Rosolini, imprenditore agricolo
(misura cautelare degli arresti domiciliari);

11. El Hajra Mohamed, classe 1974, residente in Rosolini, marocchino, bracciante agricolo (misura cautelare degli arresti domiciliari);

12. Sarhir Fettah, classe 1967, marocchino, residente in Rosolini, commerciante (misura cautelare degli arresti domiciliari);

13. Guarneri Diego, classe1968, residente in Canicattì (AG), imprenditore edile (misura cautelare degli arresti domiciliari);

14. Islam Muhammad Rafiqul, classe 1977, originario del Bangladesh, residente in Catania, commerciante (misura cautelare degli arresti domiciliari);

15. Tobni Aicha Bent Ahmed, classe 1960, tunisina, residente in Siracusa, collaboratrice domestica (misura cautelare degli arresti domiciliari);

16. Candiano Sebastiano, classe 1982, residente in Rosolini, imprenditore agricolo (misura cautelare del divieto di esercitare attività imprenditoriale per mesi due);

17. Caruso Carmelo, classe 1970, residente in Rosolini, imprenditore agricolo (misura cautelare del divieto di esercitare attività imprenditoriale per mesi due);

18. Poidomani Raffaele, classe 1960, residente in Rosolini, imprenditore agricolo (misura cautelare del divieto di esercitare attività imprenditoriale per mesi due);

Gli Agenti della Digos della Questura di Siracusa, nel corso delle indagini, insospettiti dall’incremento delle richieste di lavoratori extracomunitari, da parte di alcune aziende agricole, avvalendosi della collaborazione dei colleghi dell’Ufficio Immigrazione della Questura, concentravano la loro attenzione nei confronti di alcuni imprenditori della zona, dei loro consulenti fiscali, di numerosi extracomunitari e di un pubblico impiegato, in servizio nelle strutture del S.U.I. (lo sportello unico per l’immigrazione)*.

Le risultanze investigative hanno evidenziato chiari elementi probatori, a carico di taluni soggetti, che confermavano i sospetti iniziali e l’esistenza di un capillare sistema di sfruttamento degli stranieri che desideravano entrare in Italia.
Si scopriva, in specie, anche attraverso l’utilizzo di moderne e sofisticate tecnologie, la compravendita di contratti di lavoro con i quali alcuni imprenditori agricoli del siracusano (in particolare operanti nella zona sud della provincia) incassavano una cifra variabile tra i 4.000,00 e i 7.000,00 euro per ciascun contratto.

Si evidenziava, altresì, che i contratti di lavoro seguivano richieste e rilasci di nulla osta che si fondavano su falsi presupposti, come l’inesistenza sostanziale del rapporto di lavoro. In questo contesto, gli imprenditori agricoli beneficiando dell’operato dei due professionisti indagati, davano la loro piena disponibilità ad impiegare cittadini extracomunitari, senza che alla base vi fosse una reale necessità di personale.

I migranti, che volevano regolarizzare la loro posizione nel nostro Paese, venivano attirati dalla falsa promessa di un regolare posto di lavoro e, a tal fine, davano fondo ad ogni risparmio. Poi, una volta ingaggiati, divenivano “regolari” ma erano costretti a vivere di espedienti atteso che il loro rapporto di lavoro era fittizio.
L’organizzazione criminale, ben strutturata, ruotava attorno alla figura di BUSA’ Salvatore il quale, approfittando della sua posizione di funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro e responsabile del SUI, garantiva il buon esito delle pratiche, omettendo qualsiasi controllo e favorendo il formarsi dei falsi presupposti di legge, indispensabili per il rilasciodei titoli di soggiorno, ricevendo in cambio cospicue somme di denaro.

Il ruolo svolto dagli extracomunitari indagati era quello di mediatori che, con la mendace promessa di un regolare contratto di lavoro subordinato, inducevano i propri connazionali ad emigrare dal loro paese.

*Il S.U.I. è stato appositamente creato all’interno della Direzione Provinciale del Lavoro. Un protocollo d’intesa tra la Regione Sicilia ed il Ministero dell’Interno, a partire dai flussi per l’anno 2006, ha previsto che le funzioni di detto ente, che in Sicilia opera anche come Centro per l’Impiego, con conseguenti altri doveri, siano svolte avvalendosi del collegamento telematico esistente tra gli uffici del sopra indicato Ministero a livello centrale con quelli dislocati in periferia come le Prefetture (chiamato S.U.I. proprio per l’avvio dello sportello unico). Conseguentemente i funzionari assegnati dalle rispettive D.P.L. (Direzioni Provinciali del Lavoro) vanno ad esercitare in Uffici messi loro a disposizione in locali all’interno delle Prefetture -Uffici Territoriali del Governo.

 


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