In tendenza

Ordinanza di Musumeci sulla chiusura degli hot-spot, le reazioni della politica

A nemmeno 24 ore dalle dichiarazioni del Governatore siciliano non sono mancate le reazioni del mondo politico. C'è chi sostiene l'iniziativa e chi, invece, la boccia pesantemente

La decisione del Governatore siciliano Nello Musumeci di chiudere attraverso un’ordinanza regionale tutti gli hot spot in Sicilia non poteva passare inosservata. Ieri sera il presidente della Regione ha annunciato di essere prossimo a firmare un documento con cui si prevede lo sgombero di tutti i centri di prima accoglienza di migranti, chiedendo l’attivazione di un ponte aereo per “liberare la Sicilia da queste vergognose strutture” come definite dallo stesso Musumeci.

Parole e documenti che hanno immediatamente suscitato la bagarre politica tra chi si è subito schierato al fianco del Governatore siciliano e chi, invece, ne contesta l’azione.

Tra i primi a prendere posizione vi è l’Assessore alle Autonomie Locali, Bernardette Grasso, che ovviamente si è subito schierata al fianco di Musumeci.  “Non ci sono più scuse che reggano la totale indifferenza che il Governo nazionale sta dimostrando nei confronti della Sicilia sul tema dei migranti. Nonostante gli appelli di aiuto del Presidente Musumeci, sia Conte che il Ministro Lamorgese hanno continuato nella politica della noncuranza. Pertanto, ha fatto bene il Presidente della Regione Siciliana a emanare un’ordinanza che disponga la chiusura di hotspot e centri d’accoglienza. Da Roma vogliono far diventare la nostra Isola una polveriera pronta a esplodere?“.

Per l’assessore regionale “questo atteggiamento di totale abbandono dal Governo giallorosso non è dignitoso, sia nei confronti dei migranti trattati come carne da macello, che dei siciliani, stremati da una pandemia che ha creato una crisi economica e sanitaria. Hanno rispettato con ossequioso rigore le norme di sicurezza imposte in regime di lockdown. Ma i continui sbarchi di migranti, anche positivi al Covid-19, rappresentano una beffa che umilia loro stessi e il popolo siciliano, con la subdola regia del Governo centrale. La misura varata dal Presidente Musumeci è perciò necessaria: non possiamo permettere che a causa della passività di Conte e Lamorgese si amplifichino le tensioni sociali. Non è dignitoso per un popolo che ha fatto dell’accoglienza un proprio tratto distintivo. Ma così, senza un criterio, non ha senso. Il rischio è solo quello di sprofondare in un nuovo incubo fatto di restrizioni e paure, con il risultato che questa volta  la nostra economia collasserebbe“.

Anche un altro assessore regionale, Alberto Pierobon, dichiara pieno sostegno a Musumeci. È il momento che Roma e l’Europa passino dalle parole ai fatti. Piena solidarietà al presidente Musumeci, è ora che si rompa il silenzio su una situazione che colpisce la dignità umana di centinaia di persone ammassate in condizioni disumane con gravi rischi per la propria incolumità”. 

“Di tante parole sentite – dice Pierobon – nulla è stato fatto e la Sicilia continua a restare isolata in questa difficile sfida dell’accoglienza. È una situazione intollerabile che ci riporta a un passato tragico, quando decenni fa i nostri emigrati venivano fermati in massa e controllati a Ellis Island in un luogo dove, successivamente, sono stati trattati i rifiuti, una terribile assonanza. Tutto questo non può continuare a esistere e a essere sopportato passivamente in una società civile come la nostra“.

Massimo sostegno al presidente siciliano anche dalla Lega e dal suo capogruppo all’Ars Antonio Catalfamo. “Dopo l’ennesimo caso di migranti positivi al covid registrato proprio ieri a Lampedusa – sono 38 i nuovi casi nell’hotspot locale, ndr – sosteniamo con convinzione e fermezza l’iniziativa del Presidente Musumeci per chiudere gli hotspot siciliani e sostituirsi all’inerzia del governo centrale. Conte e Lamorgese continuano a fare orecchie da mercante mentre la Sicilia vive uno stato di emergenza da mesi a causa dei ripetuti sbarchi, delle fughe e, non da ultimo, i casi di covid interni ai centri per i migranti. Un focolaio nel focolaio che rappresenta una beffa per i siciliani alle prese con il post-lockdown e i tanti sacrifici che ancora oggi devono sopportare per mantenere le prescrizioni. L’Europa si è rivelata completamente assente in questo scenario e il governo di Roma non ha mai preso in considerazione la richiesta di stato di emergenza per l’isola di Lampedusa. Il Presidente Musumeci è la più alta carica istituzionale siciliana in tema di sanità e fa bene a predisporre questa misura urgente. A lui daremo tutto il nostro sostegno per sgomberare gli hotspot e fermare gli sbarchi: sia assicurato il ritorno alla normalità.”
Di vedute diametralmente opposte, invece, Claudio Fava, presidente della commissione parlamentare all’Ars sul fenomeno delle mafie. Per Fava con l’ultima ordinanza “Musumeci prova a scaricare sui migranti le proprie responsabilità per l’aumento dei contagi, la realtà di queste ore ci parla di controlli disorganizzati nei porti e negli aeroporti dell’Isola, di casi di contagio generati dalla promiscuità sui mezzi del trasporto pubblico. Sarebbe il caso che il Presidente Musumeci si occupasse di questo. Ma capiamo come sia molto più facile spostare l’attenzione sul comodo tema dei migranti, piuttosto che spiegare dove siano finiti i milioni promessi e mai arrivati per il sostegno alle attività produttive dell’isola”.

Particolarmente critico anche Giuseppe Di Natale, portavoce regionale del Forum del terzo settore. “Pensavamo di esserci abituati a tutto, di vedere continuamente la realtà superare anche la più fervida fantasia ma leggere l’ultima ordinanza del Presidente Musumeci ci getta nello sconforto. Ad un uomo delle istituzioni (come lui si è più volte definito) si chiede non già di denunciare i problemi ma di lavorare per la loro soluzione.Non è addossando ad altri la responsabilità che si fa un buon servizio alla collettività siciliana. La chiusura degli Hotspot e dei centri di accoglienza siciliani (o almeno la minaccia di farlo) non è altro che il tentativo di ergersi a paladino dei siciliani e ad oppositore del governo Conte, prenotando, forse, una qualche ribalta nazionale. L’ordinanza notturna che ci fa venire in mente le luci sempre accese di una finestra romana non è altro che la sconfitta del buon senso, dei principi di solidarietà, dell’idea di una società più giusta e accogliente. Allo scadere del termine assegnato (le 24 di domani) non accadrà nulla se non per Musumeci l’avere conquistato il suo 1⁄4 d’ora di notorietà, le prime pagine dei giornali e il plauso di Salvini. No, caro Presidente, non è con le provocazioni che si governa ma dando risposte ai bisogni dei siciliani. Non si governa creando gli untori, mettendo gli uni contro gli altri ma cercando soluzioni condivise, coinvolgendo la società civile, dimostrando con i fatti che, nonostante le difficoltà, la Sicilia resta terra di accoglienza.”

Problemi reali, soluzioni farlocche, come sempre. Dopo la Finanziaria di cartone, costruita con i soldi del monopoli e della quale i siciliani non hanno ancora visto un euro, il presidente della Regione, tira fuori dal  cilindro l’ennesimo coniglio geneticamente modificato, utile solo a catturare qualche titolo sui giornali e un  pugno di like sui social, non certo a risolvere il problema degli sbarchi”. Lo dice il capogruppo del M5S all”Ars, Giorgio Pasqua, a commento della recente “farneticante e improponibile ordinanza del presidente della Regione”.

Ci spieghi, Musumeci – osserva Pasqua – come riuscirà ad imporre il ricollocamento fuori dalla Regione dei migranti, sempre che entro le 24 del 24 agosto riesca a trasferirli, non si sa come e con si sa con chi,  dagli hotspot e dai centri d’accoglienza siciliani“.

L’unico potere del Presidente della regione siciliana – affermano i deputati 5stelle all’Ars  –  in tema di sbarchi e migrazione è quello di sedersi al tavolo del consiglio dei ministri per discutere di questioni che riguardano la sua terra e il suo popolo, tavolo al quale proporre soluzioni (che non ha) e rivendicare interventi da parte dello Stato. Ma per Musumeci, invece di esercitare i poteri che gli derivano dallo Statuto speciale, è molto più semplice emettere una ordinanza con la quale non può ordinare proprio un bel nulla a nessuno. Acchiappare like è più facile di governare un’isola e dare risposte ai siciliani

La verità – concludono i deputati M5S – è che quella di Musumeci è l’ennesima arma di distrazione di massa per coprire i suoi tantissimi  fallimenti in tutti i campi e cercare di addebitare ai migranti l’aumento dei contagi in Sicilia, dovuto alle  tante voragini presenti nel sistema di prevenzione anticovid in Sicilia“.

Dissenso anche in casa Pd, con il capogruppo all’Ars Giuseppe Lupo che afferma: “il tema migranti deve essere affrontato con efficacia e urgenza da tutte le istituzioni, non con spot elettorali come la farlocca ordinanza Musumeci. Stato e Regione devono collaborare per tutelare diritti, sicurezza e salute di tutti, rispondendo alle giuste preoccupazioni dei cittadini e dei sindaci. Musumeci smentisca subito di avere agito su ‘indicazione e su suggerimento della Lega’, come dichiarato da Salvini: sarebbe gravissimo avere un presidente della Regione telecomandato dal leader della Lega“.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo