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Pachino, offese al sindaco in Consiglio comunale: “presa di mira in quanto donna”

"Nessuno nega la libertà d’espressione ma il continuo svilire, l’attacco personale alla figura della prima sindaca donna di Pachino è indice di cultura arretrata"

Nessuno nega la libertà d’espressione (anche se le parolacce durante la seduta del consiglio se le potevano proprio evitare…) ma il continuo svilire, l’attacco personale alla figura della prima sindaca donna di Pachino è indice di cultura arretrata”. Con queste parole Carmela Petralito, sindaco di Pachino, risponde alle pesanti aprole che sarebbero state pronunciate contro di lei durante l’ultima seduta di Consiglio comunale.

La Sindaca passeggia per le vie del paese tranquillissima – sarebbe stato detto durante la riunione del Civico Consesso – . Almeno il sindaco Bonaiuto aveva il pudore di non farsi vedere, la sindaca Petralito no. Appare nelle foto in interventi e manifestazioni. E non viene in consiglio per non rispondere alle domande e noi aspettiamo i suoi comodi. E se ne va a spasso da sola…”.

“Vengo presa di mira – scrive la Petralito in un alettera aperta – in quanto donna e mi sento mortificata per loro.Queste espressioni, che non sarebbero mai state rivolte ad un uomo, sono state manifestate ieri nei miei confronti e in mia assenza! Da sindaca ieri ero infatti presente al 20mo anniversario del consorzio pomodorino Igp e il giorno prima ero in consiglio comunale ed avevo già preannunciato che non potevo mancare ad un evento storico per Pachino, che iniziava alle 18,30 (la seduta del consiglio era per le 19). Non ho certo fissato io la data di un consiglio, che si sarebbe benissimo potuto svolgere nei giorni precedenti. Voglio però rispondere nel merito dei problemi, come ho sempre fatto: riguardo alla tassa sui rifiuti, sto recuperando ora somme che le passate amministrazioni hanno colpevolmente non incassato, danneggiando pesantemente noi pachinesi. Se il piano tariffario approvato dal consiglio a qualcuno non va bene (con l’opposizione rimasta tutta a casa mentre veniva esaminato e votato), le norme consentono di variarlo entro il 31 luglio. Invece di fare demagogia e offendere le cariche istituzionali in loro assenza, svolgano il ruolo di consiglieri comunali e indichino come modificarlo”.

 


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