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Pachino piange il portiere Nino, lacrime e dolore per una vita spezzata a 18 anni

La procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale

Il numero uno, il “suo” numero di maglia, e la sciarpa granata del Rosolini sulla bara bianca. Lacrime e commozione durante l’ultimo saluto a Nino Malandrino, il diciottenne portiere pachinese che giocava col Rosolini calcio. Nino ha perso la vita nella notte tra venerdì e sabato in un tragico incidente stradale e oggi pomeriggio stretta attorno al feretro e alla famiglia c’erano parenti, amici,  compagni di classe e di squadra che non hanno voluto mancare all’estremo saluto, in una Chiesa Madre stracolma di persone. Il Rosolini al completo, il Pachino calcio, il sindaco di Rosolini, Pippo Incatasciato (che ha proclamato il lutto cittadino), il sindaco di Portopalo, Gaetano Montoneri, i rappresentanti delle forze dell’ordine.

Voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi – ha citato Guccini don Bruno Carbone – perché la migliore caratteristica di Antonio era il suo sorriso, che esprimeva la sua bellezza interiore. Aveva tanti sogni nel cassetto, come tutti i giovani. Ma quando arriva la morte spezza tutto, ed è difficile accettarlo. La morte obbedisce solo a Dio, ma non possiamo uscire sconfitti”. Tante le lacrime e le parole, dei compagni di classe dell’istituto “Michelangelo Bartolo”, degli insegnanti e dei suoi compagni di squadra. “Non sarà facile tornare in campo – ha detto Orazio Trombatore, l’allenatore – e non vederti più tra quei pali. Grazie per tutto quello che ci hai dato”. Il capitano dei granata, Emanuele Monaco, molto provato, ha lasciato leggere al preparatore atletico, Corrado Falco, il suo saluto a Nino. “Sentiremo la tua mancanza in campo e nello spogliatoio, in ogni cosa. In  un anno ti sei preso il cuore del Rosolini e dei rosolinesi. So che sari lì a lottare con noi e a tifare per noi”.  All’uscita del feretro dalla chiesa applausi e palloncini bianchi, per salutare un giovane che ha concluso la sua vita a poco più di 18 anni.

L’inchiesta

La procura di Siracusa ha avviato un’inchiesta per omicidio stradale, una procedurale la cui apertura è prevista d’ufficio a seguito di un decesso per incidente. I carabinieri del Nucleo operativo radio mobile della compagna di Noto e della stazione di Pachino stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’impatto violentissimo dell’autovettura, la Fiat 500 a bordo della quale il portiere diciottenne viaggiava, ma nel sedile posteriore. Gli investigatori hanno disposto gli esami del tasso alcolemico e tramite un dispositivo presente a bordo hanno già traccia della velocità con cui viaggiava l’autovettura: non sono ancora stati ufficializzati i dati ma pare che l’andatura nel tratto di strada provinciale 26 in cui la vettura è uscita fuori strada sarebbe stata registrata abbondantemente oltre i limiti consentiti, ovvero 50 chilometri orari.

Sebastiano Diamante


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