Doveva ospitare ed accudire cani, trovati a vagare senza padrone nel territorio pachinese e, almeno verosimilmente nelle originarie intenzioni, sembrava essere una lodevole iniziativa intrapresa dalle autorità locali. Ma l’intervento dei finanzieri della Tenenza di Noto ha fatto emergere una realtà davvero tristemente sorprendente: le Fiamme Gialle netine, infatti, hanno circoscritto, sottoponendola, al momento, solo a sequestro amministrativo, un’area nella disponibilità del Comune di Pachino stesso, adiacente ai campi sportivi, adibita a canile secondo modalità del tutto ‘anomale’ e fuori da qualsiasi parvenza di legalità, in spregio quindi alle elementari e chiare disposizioni previste dalla normativa in materia.
Oltre 20 cani, tra cui cuccioli e cani di media – grossa taglia, erano ospitati in quest’area che funge, allo stato, da unico ricovero per i randagi presenti nel Pachinese. Come emerso dalle prime ricostruzioni – ma l’attività è tuttora in corso – nei mesi scorsi, il Comune di Pachino aveva dichiarato guerra al randagismo, finanziando il servizio veterinario comunale per avviare le procedure di sterilizzazione dei cani in modo da evitare il proliferare degli stessi. Dopo diversi problemi legati alla gestione dell’iniziativa in questione, già oggetto di precisi approfondimenti ancora in corso, sarebbe stata avviata una apposita gara di appalto per affidare il servizio ad una ditta specializzata, come prescritto da precise disposizioni di legge.
Si è appreso quindi che effettivamente rientrasse nella volontà delle autorità locali la realizzazione corretta di un ricovero in proprio per animali, previsto da apposita normativa solo a condizione del rispetto di procedure specifiche: in realtà, è stato solamente realizzato un recinto creato su area comunale, inizialmente “autogestito”, senza quindi che tale sito fosse disciplinato in alcun modo dall’ente stesso, che fossero ottenute le prescritte autorizzazioni, e successivamente abbandonato alle amorevoli cure di una associazione di volontariato locale.
Alle operazioni sono intervenuti anche ispettori dell’ASL di Pachino, che hanno potuto constatare l’irregolarità delle procedure adottate e sono subito scattati i sigilli alla struttura in questione.
I cani rinvenuti nella struttura in questione, che comunque sono sempre stati con amore accuditi dall’associazione di volontari che si è da sempre dedicata alle loro cure, sono in condizioni di salute buone e, si spera molto presto, possano fruire di servizi ancora più adeguati, dopo l’ottenimento delle previste autorizzazioni a cura degli enti preposti.
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