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Palazzolo: al Comune festa per i bimbi bosniaci ospiti in provincia per trascorrere le vacanze natalizie

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Palazzolo ha ospitato sabato la festa per accogliere un gruppo di bambini bosniaci ospiti di alcune famiglie della provincia. L’iniziativa è stata promossa dal coordinamento regionale volontariato e solidarietà “Luciano Lama” e sostenuta dall’amministrazione comunale di Palazzolo.

L’associazione da anni si occupa di portare in Italia i bambini della Bosnia due volte l’anno, in estate e in inverno per il periodo natalizio. La festa è stata organizzata per sensibilizzare le famiglie di Palazzolo ad ospitarli. Quest’anno infatti sono quasi sessanta i bambini che in questo periodo dell’anno sono in provincia, ospitati a Ferla, Cassaro, Melilli, Solarino, Floridia, Carlentini, Lentini, Belvedere, Siracusa. Dopo un primo momento di accoglienza con i “Tamburi di Cassaro”, è stata la volta di una conferenza con il presidente regionale del coordinamento Giuseppe Castellano, il dirigente dell’associazione Domenico Bellinvia, un rappresentante delle famiglie che ospitano i bambini, Tonino Galioto, il sindaco di Palazzolo Carlo Scibetta, di Cassaro Nello Pisasale, che è anche presidente dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei” e il sindaco di Buscemi Giuseppe Giansiracusa.

“Essere siciliani significa essere ospitali – ha commentato Scibetta – e vi ringrazio per questa iniziativa che ci ha permesso di toccare con mano un’esperienza di solidarietà vera che speriamo possa essere accolta dalle famiglie di Palazzolo per dare un messaggio di pace a questi bambini che vivono una vita difficile”.

“Ci auguriamo – hanno aggiunto Bellinvia e Galioto – che vengano sensibilizzate le famiglie della zona montana per un progetto che duri a lungo per questi bambini”. Per Castellano, che insieme agli altri dirigenti del coordinamento organizza queste iniziative portando in Sicilia tantissimi bambini con l’aiuto di interpreti e rappresentanti istituzionali, “per un mese si offre la possibilità ai bambini bosniaci di trascorrere una vita serena, lontano dai disagi di un paese che ha vissuto la guerra”.