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Pallanuoto, l’Ortigia si presenta: tra sorrisi, ambizioni e voglia di proseguire il percorso di crescita

Centrato il primo obiettivo stagionale con la conquista delle final four di Coppa Italia, adesso i biancoverdi puntano a confermarsi in campionato e a sfidare le grandi d'Europa in Champions

Sorrisi, tanti. Consapevolezza dei propri mezzi anche. L’Ortigia di pallanuoto si è presentata ieri al suo pubblico (o la sua famiglia come l’ha più volte definita il presidente Vancheri) con la certezza di non essere più una Cenerentola del campionato, ma una formazione di vertice che vuole dare battaglia a chiunque, anche alle corazzate Recco e Brescia, come già mostrato in coppa Italia. Una squadra rimasta pressoché uguale rispetto a quella dello scorso anno, eccezion fatta per gli innesti di Niccolò Rocchi e Cristiano Mirarchi.

Un mix tra tanti giovani dalle ottime prospettive e giocatori già affermati ma che proprio non ne vogliono sapere di imboccare il cosiddetto “viale del tramonto”. “Anzi – chiosa con un grande sorriso Christian Napolitano dall’alto delle sue 38 primavere – i più giovani ci spingono a nuotare ancora più forte e forse rendono più giovani anche noi“. E questa sana competizione viene confermata anche da coach Stefano Piccardo, ormai al suo 4° anno alla guida dei biancoverdi.

Nella costruzione della rosa che ho proposto alla società volevo proprio questo – afferma il tecnico -. Quattro, cinque giovani di alto livello che spingessero forte per dare uno stimolo continuo. Tutti e 16 lavorano sodo ogni settimana per riuscire a conquistare un posto tra i 13 che poi scendono in acqua“. E proprio in acqua l’Ortigia è già scesa, riprendendosi almeno parte di ciò che è rimasto sospeso dallo scorso anno: le final four di Coppa Italia.

A Savona i biancoverdi hanno mostrato già buone trame di gioco, ma soprattutto una grande solidità mentale. “Vero – afferma Piccardo-. Giocare ad alto livello ti porta a conoscere meglio lo sviluppo del gioco. Più anni giocheremo a questi livelli, più capiremo e miglioreremo in tutti i nostri aspetti.” Ma Piccardo sa bene che il lavoro è ancora lungo anche se pian piano il tecnico ammette di aver intravisto la pallanuoto che vorrebbe. “Ci sono stati momenti – ragiona il tecnico biancoverde – tra la fine dell’anno scorso e parte della preparazione in cui ho visto una squadra vicina a come vorrei che giocasse. Io vorrei una squadra che giochi sempre con profondità d’attacco e con diverse soluzioni tattiche in difesa per adattarci a un livello sempre superiore.

Come quello della Champions, cui l’Ortigia per la prima volta nella sua storia parteciperà. E lo farà dall’11 al 15 novembre in casa, nella “sua” Cittadella, si spera con la possibilità di avere il pubblico sulle tribune. Di certo un altro motivo di vanto per la società. “La squadra è la punta dell’iceberg di un lavoro quotidiano – afferma con orgoglio Vancheri – paziente e lungo fatto di soddisfazioni ma anche di delusioni. Gli innesti nello staff tecnico, tutto il gruppo di atleti non sono casuali. Quando il brand Ortigia inizia a essere conosciuto e rispettato in tutta Europa ti capita che giocatori come Tempesti dicano che vogliano giocare a Siracusa o che la Len ti chieda di organizzare la Champions insieme con Budapest che è la capitale della pallanuoto mondiale.”

 


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