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Pallanuoto, orgoliosi, determinati e sorridenti: gli sguardi dell’Ortigia dopo l’impresa Champions

I biancoverdi ieri sono tornati al lavoro per preparare la sfida di campionato contro il Palermo, ma nei loro occhi brilla ancora l'emozione per essere entrati nel ghota della pallanuoto mondiale

Innanzitutto una premessa, obbligatoria: se avessimo mandato video integrale e fuori onda, ci sarebbero parecchie risate e una difficoltà obiettiva a restare seri. Perché se da una parte intervistare Tempesti è difficile – sia per la sua fisicità, che un po’ intimorisce, sia perché non è così ovvio parlare con un’icona della pallanuoto e dello sport italiano – dall’altra intervistare Gallo e Piccardo, con Tempesti e capitan Giacoppo nei paraggi, è impresa assai ardua.

Questi due, oltre a essere pilastri dell’Ortigia e della fase difensiva biancoverde, sono anche due “mattatori”. Ma se, forse per una questione “gerarchica”, durante la chiacchierata con Piccardo sono stati più teneri, con Gallo (complice anche l’arrivo di Napolitano) hanno dato il loro meglio. Come disturbatori. C’è anche questa voglia di leggerezza nel mix perfetto che ha portato l’Ortigia alla storica qualificazione dei gironi elitè di Champions tra le migliori 12 d’Europa. Che nella pallanuoto, poi, vuol dire nel mondo.

Oltre alla leggerezza c’è certamente molto altro, però, e lo si evince dagli sguardi dei tre intervistati: coach Stefano Piccardo, il “monumento” Tempesti e, appunto, Valentino Gallo. Il primo è l’emblema della felicità. Il tecnico ligure subito dopo la vittoria contro il Mladost si è preso qualche istante per sé e ha deciso di festeggiare l’approdo nel ghota della pallanuoto bevendo una “cerveza” a bordo della Caldarella. “La migliore di sempre”, confida con un sorriso talmente grande e spontaneo che nemmeno la mascherina riesce a nascondere. Piccardo è un “martello” con i suoi giocatori, oltre a essere un grande perfezionista. E lo è talmente tanto da essere sì orgogliosissimo per il risultato raggiunto, ma capace subito dopo di spiazzarti affermando che la sua squadra può ancora “crescere di un abbondante 30%”.

Come se le partite contro Mladost o Barcellona non abbiano rasentato la perfezione tecnica e tattica. Chi può contestarlo? Conosce i suoi giocatori meglio di chiunque altro. Il secondo sguardo è quello, sicuro, di Stefano Tempesti. Un nome che dice tutto per chiunque conosca lo sport e la pallanuoto. A ogni domanda ti guarda fisso e parla da giocatore navigato (qual è), come se tutto fosse quasi naturale. E probabilmente lo è. Capisci la sua grandezza quando lo senti parlare della cura dei dettagli, della responsabilità che si sente addosso (“Sono venuto qui all’Ortigia per lasciare un segno”) e delle motivazioni che trova ogni giorno per allenarsi. Prima in palestra e poi in vasca.

Solo così può provare a raggiungere risultati di gruppo tanto importanti e per centrare anche un obiettivo individuale (la sesta Olimpiade). L’unico sorriso, oltretutto appena accennato, compare quando si fa cenno sulla sua età (42 a giugno prossimo). “Non ci faccio più caso – dice – sono ormai 15 anni che provano a farmi pesare la mia età, chiedendomi quando intenderò smettere”. Accenna un sorriso, poi torna serio, misurato. Almeno fin quando non finisce l’intervista. Perché, come detto, quando tocca a Gallo finire davanti la telecamera, inizia l’azione di disturbo nei confronti del mancino aretuseo. Dopo 10 minuti e altrettanti tentativi di prendere il via con le domande ecco che il “pressing” di Tempesti e Giacoppo diventa meno asfissiante (non smetterò mai di ringraziarli per questo).

Il terzo sguardo è quello determinato di Valentino, lui che durante i festeggiamenti si è lasciato sfuggire un “non voglio sentire parlare di pallanuoto per una settimana”. E invece dopo due giorni di riposo è di nuovo in piscina per l’allenamento delle 13. Uno dei primi e uno che per sua stessa ammissione si era già allenato in palestra “nonostante oggi non fosse in programma”. Il mancino siracusano ha appena festeggiato i 20 anni di carriera, molti lontani dall’Ortigia. Ma qui ha trovato una seconda giovinezza. O meglio, usando le sue parole, ha trovato la prima fidanzata e ha ricominciato come se non fosse mai finita. Perché tra Valentino e l’Ortigia, per forza di cose, c’è una storia d’amore che le “scappatelle” con Posillipo, Sport Management e Brescia non possono scalfire.

Finite le interviste Piccardo chiama a raccolta tutti. Poche parole per tornare a fissare gli obiettivi, a partire dalla sfida col Palermo. E tutti in acqua. L’Ortigia è tornata al lavoro e anche il meteo, con un tiepido sole e le nuvole in lontananza, sembra voler salutare il ritorno al lavoro dei biancoverdi. Piace pensare che si tratti di un altro sguardo, quello di Paolo Caldarella che da lassù voleva complimentarsi con la sua squadra.


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