“Dimenticare alla svelta la sconfitta di Ribera”. La parola d’ordine è lanciata dal capitano della Costanzo Siracusa, Nadia Floridia, alla vigilia della sfida di domani (alle 18) contro il Barcellona di Giuseppe Venuto, formazione che lotta per conquistare la permanenza in Serie B2 donne di pallavolo.
La squadra in settimana ha intensificato la preparazione in vista di questo rush finale che si annuncia infuocato. Il Priolo, ora a sei punti, non ha intenzione di mollare. Floridia è molto determinata, da siracusana doc sogna di conquistare questa promozione che sarebbe la consacrazione di una stagione straordinaria.
“Da 4 anni che provo a salire – spiega Floridia – e finalmente questa sembra la volta buona. Questa promozione, se dovesse arrivare, sarà un successo per tutti quelli che da tanto ci seguono. Sarà una grande soddisfazione per il presidente Imbrò che ha sempre fatto grandi sacrifici e, soprattutto, per me sarebbe una gioia immensa. Non è poco una promozione per la propria città da capitano. La mia ultima promozione con la prima squadra a Siracusa risale al 1994-95, quando conquistammo la promozione in B”.
Sensazioni speciali queste per una giocatrice che ha la Costanzo nel cuore. Ecco perché queste ultime partite vengono vissute da Nadia Floridia in modo speciale. “La partita – afferma Floridia – contro il Barcellona è difficile. Arrivati a questo punto del campionato i valori diventano relativi e, secondo me, entra in gioco la lucidità la voglia di vincere e le risorse che ogni giocatrice ha a disposizione. Ecco perché dobbiamo provare a conquistare i tre punti”.
A cinque giornate dalla fine, la Costanzo deve provare ad agguantare almeno tre vittorie piene per mettersi al riparo da brutte sorprese. Dopo Barcellona si andrà a giocare a Lamezia e poi a Palermo. “Dobbiamo vivere alla giornata di sicuro. Partita dopo partita e cercare di prendere tre punti ogni settimane. Abbiamo i mezzi e la voglia per conquistare prima possibile la promozione. Ce la siamo fatta scappare troppe volte in queste giornate e non si può più rischiare”.
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