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Parco nazionale degli Iblei. Ente Fauna porta la battaglia in tribunale: ricorso e nuovo passaggio verso il Tar Sicilia

La questione sull’eventuale comportamento omissivo delle amministrazioni dovrà essere affrontata davanti al Tar Sicilia, che viene indicato come giudice territorialmente competente

L’Ente Fauna Siciliana rilancia la propria iniziativa per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei e annuncia un nuovo passaggio giudiziario dopo il ricorso presentato al Tar del Lazio. Al centro della vicenda c’è la mancata attuazione della norma nazionale che ha previsto l’istituzione di quattro parchi nazionali in Sicilia. Tra questi, uno è già realtà, il Parco nazionale Isola di Pantelleria, mentre per il Parco degli Iblei il procedimento resta fermo da anni.

Secondo quanto riferito dall’Ente Fauna Siciliana, dopo quasi 20 anni di atti amministrativi, confronti e fasi di concertazione, l’assenza di una decisione definitiva da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Siciliana ha spinto l’associazione a rivolgersi alla giustizia amministrativa per chiedere la conclusione del procedimento istitutivo.

Nella nota viene richiamata l’ordinanza del Tar Lazio, che conferma il principio secondo cui è competente il Tar nella cui circoscrizione hanno sede le amministrazioni coinvolte. Lo stesso principio, evidenzia l’Ente Fauna Siciliana, viene ritenuto applicabile anche ai giudizi sul silenzio della pubblica amministrazione. In sostanza, la questione sull’eventuale comportamento omissivo delle amministrazioni dovrà essere affrontata davanti al Tar Sicilia, che viene indicato come giudice territorialmente competente.

Per questo l’Ente Fauna Siciliana annuncia che procederà in tal senso, proseguendo l’azione legale.

“Un altro passo avanti è stato fatto al fine di istituire il Parco nazionale degli Iblei e purtroppo ancora una volta, quello che non riesce a fare la politica, lo faranno i tribunali”, afferma Marco Mastriani, consigliere regionale dell’Ente Fauna Siciliana, che definisce “inaccettabile” che una legge nazionale approvata nel 2007 sia ancora inapplicata e lega il tema della tutela ambientale anche alla trasformazione del territorio ibleo, “ogni giorno colonizzato e aggredito” da progetti ritenuti incompatibili con l’identità paesaggistica e naturale dell’area.

Nel suo intervento, il consigliere regionale dell’Ente insiste sul valore strategico dell’ecoturismo e sulla necessità di costruire un modello di sviluppo capace di sostenere le comunità locali, le imprese artigiane, l’agricoltura, la zootecnia e il comparto turistico, alberghiero ed extralberghiero.

Sulla stessa linea Corrado Bianca, segretario regionale dell’Ente Fauna Siciliana, secondo cui l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei potrebbe rappresentare “l’ultima possibilità” per salvaguardare un patrimonio naturale di grande valore e, allo stesso tempo, offrire alle comunità locali occasioni concrete di valorizzazione delle produzioni del territorio.

Bianca richiama anche il tema dei giovani, evidenziando come il parco potrebbe creare condizioni migliori per consentire loro di restare e lavorare nell’area iblea, prendendo esempio dalle esperienze di altri parchi nazionali italiani, sia storici che più recenti.

La vicenda, quindi, non si chiude con il passaggio al Tar Lazio, ma entra in una nuova fase.


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