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Partita sospesa a Rosolini, Corte d’Appello: una squalifica annullata e una ridotta

Confermata l'inibizione della vicepresidente. Sconto di una giornata sulla squalifica del campo

Il momento della prima espulsione a Rosolini

Altra puntata del caso Rosolini: ieri la Corte Sportiva d’Appello territoriale si è espressa sui ricorsi presentati dalla società granata dopo gli episodi che si sono verificati durante e dopo Rosolini-Pfr Villasmundo, con la partita sospesa a pochi minuti dalla fine per aggressione all’arbitro.

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Il giudice sportivo

Il verdetto più importante è quello che riguarda il calciatore Gianluca Rizza. In primo grado, il Giudice Sportivo lo aveva squalificato fino al 30 giugno 2030 con l’accusa di aver tentato di colpire l’arbitro con uno schiaffo mentre questi si trovava a terra. Tuttavia, la Corte ha ammesso la prova audiovisiva prodotta dalla società. Le immagini hanno mostrato una realtà opposta: Rizza non ha mai tentato atti violenti, ma è intervenuto per allontanare i compagni e proteggere il direttore di gara nella confusione. Lo stesso arbitro, in sede di audizione, ha ritrattato l’accusa iniziale dichiarando di non essere certo dell’identità dell’aggressore. Risultato: la squalifica è stata completamente annullata.

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Notizie positive, seppur parziali, anche per un altro calciatore del Rosolini: Alessio Cataudella. Il calciatore era stato originariamente squalificato fino al 31 dicembre 2026 per aver rivolto all’arbitro pesanti minacce e insulti, tra cui: “Stai rovinando un campionato. Non ti faccio uscire da qui. Lo so dove abiti”. Nonostante la gravità delle espressioni riportate nel referto (che fa piena prova), la Corte ha ritenuto la sanzione di primo grado “eccessiva”. La squalifica è stata dunque rideterminata in 8 giornate effettive.

Nessuno sconto, invece, per la vicepresidente Rosa Gradante. La Corte ha confermato l’inibizione fino al 31 dicembre 2026. Secondo quanto emerso dagli atti, la dirigente si sarebbe trattenuta indebitamente negli spogliatoi rivolgendo all’arbitro frasi denigratorie (“Sei venduto! Il campionato è pilotato!”) e arrivando a “giustificare” l’aggressione subita dal direttore di gara con un “Te le sei meritate”. Le accuse della Gradante di essere stata a sua volta aggredita dal direttore di gara sono state categoricamente smentite dal Commissario di Campo.

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Il caso

Per quanto riguarda le sanzioni collettive, resta confermata la perdita della gara per 0-3 e l’ammenda di 700 Euro per responsabilità oggettiva nei gravi disordini. Tuttavia, il Rosolini ha ottenuto un piccolo sconto sulla squalifica del campo, ridotta da 5 a 4 giornate.

Il merito va al dirigente Bruno Cicciarella, indicato come l’unico membro del club a essersi prodigato per scortare l’arbitro in sicurezza negli spogliatoi. La Corte ha voluto premiare questo “comportamento meritorio” riducendo la punizione inflitta alla società. Il fascicolo è stato ora trasmesso alla Procura Federale per identificare altri soggetti coinvolti nelle aggressioni fisiche documentate dai filmati.


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