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“Partite Iva Insieme per Cambiare”: anche da Siracusa adesioni allo sciopero nazionale a Roma

L’associazione "Partite Iva Insieme per Cambiare" è nata nel 2019 con la finalità di creare servizi e tavoli di interlocuzione con il Governo e adesso è attiva anche a Siracusa

Fare rete per raccontare la sofferenza dei liberi professionisti, delle partite Iva, in ginocchio a causa della pandemia che ha indebolito gran parte dell’economia locale. Questo l’obiettivo dell’associazione “Partite Iva Insieme per Cambiare”, nata nel 2019 con la finalità di creare servizi e tavoli di interlocuzione con il Governo e adesso attiva anche a Siracusa, città da dove partirà almeno un bus che arriverà a Roma per partecipare allo sciopero economico politico nazionale che si terrà il 10 marzo. Cinque i punti che i tesserati porteranno all’attenzione del Governo.

In primis si chiede di abolire le chiusure delle attività commerciali. “Vogliamo equilibrio fra esigenza sanitaria e salvaguardia del diritto al lavoro. – si legge nel documento – Adeguamento degli indennizzi per tutte le attività che hanno avuto cali di fatturato. Gli indennizzi devono essere non inferiori al 75% e un equo fondo perduto per le nuove attività”.

A fronte dello stop alle chiusure, “Partite Iva insieme per cambiare” chiede “un piano straordinario di stimolo alla crescita delle imprese e dell’economia, all’incremento occupazionale, agli investimenti, al recupero della aziende emigrate, per una crescita del potere di acquisto delle persone, del Pil e del gettito fiscale”.

Dopo un lungo periodo di chiusure, adesso per sopravvivere ci sarebbe bisogno di una “detassazione totale, utili reinvestiti, Aliquota unica al 10% sul reddito d’impresa prelevato dall’imprenditore. Aliquota massima al 33% sulle ulteriori somme prelevate dall’imprenditore”.

“Il Governo, – continua la nota – in un momento in cui nessuno riesce a produrre reddito, deve puntare allo stralcio debiti fiscali”, ma anche liquidità immediata alle imprese. La portavoce siracusana, Barbara Cannata, lancia quindi un appello per una presenza sempre più corposa alla protesta del mese prossimo a piazza del Popolo.

Peraltro, proprio nel capoluogo aretuseo si punta a realizzare la seconda dell’associazione, dopo quella realizzata a Monopoli (Bari).

“Diciamo no alle bandiere politiche, non abbiamo bisogno di qualcuno che cavalchi la nostra disperazione” – dice la Cannata che ipotizza dal territorio aretuseo la presenza di circa 100\150 Partite Iva e spiega come l’associazione abbia già preparato la messa in mora del Governo ipotizzando “un’azione alla Corte di Strasburgo per la violazione dei diritti umani (negato diritto al lavoro, a fare imprese, alla libertà)”.


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