Il Pd di Siracusa sceglie i candidati alle regionali, equilibri precari in attesa della decisione di Palermo

Dopo oltre 5 ore di riunione non sono mancate le sorprese. Dentro Amenta e Cafeo, fuori Basso e Cutrufo. Lista che ora verrà spedita alla segreteria regionale che dirà l'ultima parola in merito

Dentro Giovanni Cafeo e Paolo Amenta, fuori Gaetano Cutrufo e Pippo Basso, sindaco di Carlentini. Unico sicuro: Bruno Marziano. Dopo 5 ore la direzione provinciale del Partito Democratico ha definito la lista di candidati che dovrebbero correre con il simbolo Pd alle prossime regionali. Condizionale d’obbligo però, perchè da statuto l’ultima parola spetta alla direzione regionale che potrebbe stravolgere i già precari equilibri trovati da Siracusa. Una riunione fiume in cui il partito, a differenza di altre realtà in cui è complicato chiudere le liste, aveva l’imbarazzo della scelta.

Ma per 5 candidati uomini, tutti definiti ottimi “cavalli da corsa” i posti erano solo tre. Scelta che alla fine con 54 voti favorevoli, un voto contrario e l’ astensione del segretario provinciale Alessio Lo Giudice è caduta per l’appunto caduta su Cafeo, Marziano e Amenta. Con loro anche due donne: l’augustana Milena Contento (ex assessore della Giunta Carrubba e vice presidente dell’assemblea provinciale Pd) e Rossella Miceli, vice sindaco di Portopalo.

Ieri – ha detto il segretario Provinciale Alessio Lo Giudice – abbiamo avuto la possibilità di sottoporre all’attenzione della Direzione Provinciale ben 8 candidature disponibili (tra uomini e donne), così mostrando l’importante potenziale politico del PD nella nostra Provincia. Nella valutazione delle candidature ho proposto di seguire quattro criteri: coerenza con il progetto civico di Fabrizio Micari e quindi apertura alla società civile largamente intesa; rappresentatività territoriale e geografica delle aree della provincia; forza e competitività elettorale della lista; valorizzazione delle risorse interne al PD tra dirigenti e amministratori locali. Nel dibattito si sono confrontate posizioni naturalmente diverse. La direzione ha comunque formulato una proposta di lista che verrà trasmessa al segretario regionale“.

Preferenze che, come insegna la storia del Pd non hanno soddisfatto tutti. Infatti dei 96 membri di cui è composta la direzione provinciale, ben in 40 erano assenti al momento della votazione. Segno che una maggioranza c’è, ma che non è solidissima.

Tra gli scontenti il primo cittadino Giancarlo Garozzo che senza troppi giri di parole giudica sbagliata la decisione di ieri presa dal partito. “Avevo fatto appello – ha detto Garozzo – per evitare ulteriori lacerazioni di raccogliere tutte le disponibilità e alla luce della nota regionale, cui spetta l’ultima parola, far decidere loro per una scelta più serena. Qualcuno però ha inteso forzare la mano e ha composto una lista che in termini di consenso mi lascia perplesso anche ai fini del seggio.”

Insomma da Siracusa il dado è tratto, ora spetterà a Palermo fare le proprie valutazioni e decidere se confermare o rivoluzionale le scelte di buona parte del partito

 


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