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“Penisola Magnisi, storia e fascino oscurati dall’ecomostro. Va abbattuto!”, monito di FLI Priolo

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del Circolo FLI di Priolo:

“Non vi è dubbio che la penisola Magnisi di Priolo è un luogo carico di storia e fascino, nonostante la sua posizione superba, si trova in una situazione di declino cronica. La famosa “isola” di Priolo è detta così perché qualche decennio addietro, quando l’istmo sgombero dall’insediamento dissennato della vecchia fabbrica di Bromo della “ES.PE.SI.” il mare sommergeva la stretta lingua di terra, unendo i due golfi quasi ci trovassimo nel fantastico scenario di Moint Saint Michel.

Ma dall’analisi neanche troppo attenta effettuata dal nostro gruppo, da un sopralluogo e ricerca documentale, si è giunti alla conclusione che , nonostante tutti i progetti di recupero (per il vero con il grande fine di finanziamenti) che sono stati presentati, da museo a ricovero di uccelli o barche, l’unico progetto realmente perseguibile è ABBATTERE L’ECOMOSTRO. Futuro e libertà Priolo, da sempre attenta al territorio, vede nei tentativi di recupero di questa struttura un’offesa del territorio, per i seguenti motivi:

1. ECOMOSTRO propriamente detto, basta guardarlo;
2. in una posizione tale da essere il peggior biglietto di benvenuto per i visitatori di Thapsos;
3. confinante, muro a muro con i resti di un villaggio di Thapsos, fra l’altro sito custodito dalla sovraintendenza ai BB.CC.;
4. proprio sulla spiaggetta più bella di Priolo, che attualmente è impresentabile;
5. confinante con l’area di bonifica da cenere di pirite.
Per tutti questi motivi su esposti, e per tanti altri ovvi

CHIEDIAMO
che venga abbandonato ogni progetto di recupero di questo ECOMOSTRO, e che l’amministrazione sia ambiziosa e lungimirante nel perseguire un obiettivo che renda Marina di Priolo territorialmente contigua con la penisola Magnisi, e che la sovraintendenza siracusana sia parte attiva nel recupero dei resti presunti di Thapsos, magari con una campagna di scavi conoscitivi e di indagine.

RICORDIAMO
che presumibilmente sotto le strutture dell’ ECOMOSTRO ESPESI vi sono RESTI ARCHEOLOGICI della città di Thapsos, in quanto confinante, e proprio questo motivo potrebbe essere la leva per la ricerca dei fondi necessari alla rimozione e bonifica del sito. Proprio questo motivo ci appelleremo ad ogni progetto di riutilizzo della struttura. Restiamo disponibili ad accettare adesioni da parte di chi pensa che questo sito debba ritornare ad essere libero da tale offesa perpetrata in tempi passati ma rivendicata oggi. Priolo prima di tutto”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
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