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Per Una “Spremuta” Di Troppo Finiscono In Manette

Strano finire in manette per un furto di arance? Non quando si tratta di oltre quattro quintali di frutta, facilmente rivendibile nel mercato locale così riuscendo a guadagnare soldi facili con merce non propria.

Nel primo pomeriggio di ieri una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Siracusa era impegnata in un servizio di prevenzione nell’area di contrada Mottava, quando i militari si sono accorti della presenza di due autovetture all’interno di un frutteto.

Sembrava tutto regolare ma i Carabinieri si sono soffermati a osservare meglio la zona, poiché quelle due macchine non erano mai state viste in quel punto. Pochi minuti e compaiono dalla vegetazione due uomini, che trasportano borse piene e cariche di arance.

Vista in lontananza la “gazzella” dell’Arma i due hanno avuto momenti di incertezza: fare finta di nulla? Tornare indietro? Scappare? È bastata questa titubanza per fare insospettire i militari che hanno proceduto subito al controllo, fermando i due uomini e procedendo a ulteriori accertamenti.

Poco è bastato per scoprire che il fondo non era il loro, che non si trattava di operai assunti per la raccolta degli agrumi, ma di ladri in azione.

Dentro le macchine dei due uomini oltre quattro quintali di arance appena raccolte, già imbustate, pronte per essere immesse nel mercato. Un prodotto eccellente che avrebbe fruttato certamente denaro facile, soprattutto in questa stagione.

I due sono stati arrestati con l’accusa di furto in concorso ed accompagnati, prima di essere tradotti al carcere di Cavadonna, ad Ortigia presso il Comando dell’Arma: si tratta di P.F., classe 1971, e G.L., classe 1942, entrambi di Siracusa.

Le arance sequestrate, invece, nell’impossibilità di rintracciare il proprietario del fondo agricolo prima che potessero marcire, sono state consegnate alla mensa gestita dalla Caritas di Siracusa.

Un reato che i Carabinieri hanno trasformato in un gesto di solidarietà.
 


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