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Perdita di benzina da un serbatoio Lukoil intacca la falda a Priolo: informata la Procura

Considerando la gravità della situazione, la Procura è stata informata degli avvenimenti su cui ha posto la propria attenzione a tutela del territorio

Immagine generica dei serbatoi Lukoil a Priolo

Una perdita di benzina semiraffinata da un serbatoio Lukoil, probabilmente lenta ma costante, avrebbe intaccato la falda in corrispondenza del parco serbatoi SG10 all’interno degli impianti nord della raffineria di Isab-Lukoil. Un fatto – a conoscenza negli ambienti del Palazzo di Giustizia – che secondo una prima ricostruzione sarebbe riconducibile a ottobre dello scorso anno, ma che soltanto a gennaio sarebbe stato reso ufficiale attraverso una segnalazione effettuata da Eni Rewind agli organi competenti. L’area in questione è infatti da tempo oggetto di monitoraggio e dopo il passaggio degli impianti da Eni a Erg (oggi a Lukoil) la zona è stata interessata da operazioni di bonifica della falda e costantemente monitorata da alcuni piezometri.

Lo scorso ottobre Eni Rewind ha rilevato oltre mezzo metro di prodotto surnatante sull’acqua di falda attraverso uno dei piezometri e pare abbia segnalato l’evento a Isab Lukoil invece di comunicarlo agli organismi competenti. Secondo gli articoli 242 e 245 del Codice dell’ambiente, infatti, al verificarsi di un evento che sia potenzialmente in grado di contaminare il sito, il responsabile dell’inquinamento mette in opera entro 24 ore le misure necessarie di prevenzione e ne dà immediata comunicazione alla Regione, alla Provincia e al Comune. Questo però non sarebbe accaduto a ottobre – cioè quando il piezometro ha segnalato la presenza di prodotto sopra la falda – ma a metà gennaio. Solo il mese scorso Eni avrebbe informato gli enti territorialmente competenti, differentemente da Isab Lukoil che invece ha deciso di avviare immediate verifiche con interventi di messa in sicurezza e bonifica ma senza darne preventiva comunicazione.

Nonostante l’intervento della multinazionale russa, però, il problema sembrerebbe persistere, tanto che settimanalmente il piezometro rileverebbe (seppur in quantità ridotte, circa un centimetro) la costante presenza di probabili prodotti provenienti dalla raffinazione.

Arpa dal canto suo ha chiesto a Lukoil – che come detto si era già attivata per la messa in sicurezza e la bonifica della falda – di individuare la sorgente del surnatante, interrompere la contaminazione e di comunicare quanto accaduto dalla prima segnalazione di ottobre a oggi.

Il Comune di Priolo, nel frattempo, dovrebbe contattare l’Asp per procedere al monitoraggio dei pozzi di approvvigionamento della rete idrica nel paese. La falda intaccata infatti è superficiale e, seppur la contaminazione appaia circoscritta, è necessario eliminare ogni dubbio in merito a una potenziale seppur improbabile infiltrazione nei pozzi di acqua potabile che serve il paese, che si serve dalla falda più a monte. La Procura è stata informata degli avvenimenti su cui ha posto la propria attenzione a tutela del territorio.


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