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Piazza Pancali, Siracusa: Lite Degenerata, Arrestato Con Un’Arma Clandestina

È nata come una semplice aggressione verbale, alteratasi nel giro di pochi secondi in una colluttazione fisica. Pieno centro urbano, nei pressi del parcheggio dei taxi di piazza Pancali, lì dove pullula la folla turistica in visita a Siracusa.
Il pomeriggio di ieri, davanti allo straordinario sito storico del Tempio di Apollo, si è colorato di toni accesi e certamente sgradevoli allo sguardo dei passanti che hanno assistito ad un litigio che stava per trasformarsi in tragedia.

Non si conoscono i motivi, forse questioni private dietro il gesto di un uomo – identificato poi come Merlino Carmelo, 50enne siracusano già noto alle forze dell’ordine – che ha aggredito un giovane, fino ad estrarre dalla cinta dei pantaloni persino una pistola automatica calibro 9, con 5 colpi nel caricatore e la matricola abrasa.

I presenti – che inizialmente erano intervenuti per dividere i protagonisti della vicenda – intuita poi l’entità del pericolo, si sono tempestivamente allontanati.
Ma per fortuna, un falso allarme: il Merlino getta l’arma in un cassonetto della nettezza urbana e si allontana a bordo di un motociclo.

Tutto questo non sfugge però allo sguardo vigile di un Carabiniere che aveva assistito alla scena da lontano e si era premurato già di chiamare i rinforzi. I fatti si svolgono rapidamente e, pur non arrivando in tempo per trattenere l’uomo, si riesce ad individuarne il volto e la targa del mezzo con cui si allontanava.

Nel frattempo, arrivano sul posto i militari del Nucleo Operativo di Siracusa e della Stazione di Ortigia. E mentre i primi si mettono alla ricerca del “fuggitivo”, i secondi cercano la pistola che viene immediatamente rinvenuta là dove era stata gettata.
Intensificatesi le ricerche, il latitante viene rintracciato e condotto dopo circa un’ora presso la Caserma di Viale Tica per gli accertamenti del caso.

Sono quindi scattate le manette ai polsi di Merlino Carmelo, arrestato con l’accusa di porto illegale di arma clandestina. L’uomo è stato condotto al carcere di Cavadonna, mentre l’arma ora verrà inviata al RIS di Messina per gli accertamenti di natura scientifica.

 


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