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Pillirina blindata a Siracusa. Ecco il regolamento per la riserva Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena

E domenica appuntamento in fondo alla Via Capo Passero alle 9.30 per una passeggiata organizzata dalle associazioni ambientaliste

L’area di Capo Murro di Porco e la Penisola della Maddalena, già cuore della biodiversità siciliana, stanno per ottenere un blindaggio normativo con l’approvazione del Regolamento per la Riserva Naturale Orientata (RNO). Il provvedimento, che disciplina in modo rigoroso usi e attività, sancisce l’importanza cruciale di questo territorio di 577 ettari nel Comune di Siracusa, recentemente designato anche Zona di Protezione Speciale (ZPS).

Conclusa la conferenza dei servizi e trasmessa la documentazione relativa alla proposta di istituzione della riserva, la norma prevede adesso che, entro 30 giorni, si potranno presentare osservazioni che saranno portate all’attenzione della Regione e verranno esaminati per gli adempimenti di competenza.

La decisione di istituire la RNO e di applicare un regolamento così stringente si basa sull’eccezionale valore naturalistico e paesaggistico dell’area. La penisola, composta da calcari miocenici influenzati da venti e aerosol marini, ospita una vegetazione costiera unica e ben conservata. Spiccano le garighe a Thymus capitatus e, in particolare, la presenza di habitat comunitari prioritari, come gli Stagni temporanei mediterranei, definiti di “estremo interesse scientifico e caratterizzati da un’elevata fragilità ecologica”.

Il patrimonio floristico include specie rarissime come Damasonium bourgaei (inclusa nella Lista Rossa IUCN) e gli endemiti siculi Helichrysum siculum e Limonium syracusarum. L’area è vitale anche per il mondo animale: la Riserva si posiziona lungo l’importante rotta migratoria costiera ionica. Qui trovano rifugio e sosta rapaci come il Falco pecchiaiolo e il Grillaio, ma anche specie in declino come la Calandra, considerata Vulnerabile in Italia. Tra i rettili, si segnala la presenza del Colubro leopardino e della Lucertola di Wagler, endemita siciliana. Anche la fauna invertebrata, con molluschi e coleotteri endemici, vanta emergenze notevoli.

Il Regolamento divide la Riserva in Zona A (massima tutela) e Zona B (pre-riserva), stabilendo rigide limitazioni.

Nella Zona A è imposto il divieto assoluto di nuove costruzioni e di qualsiasi attività che implichi trasformazione urbanistica o edilizia, inclusa l’apertura di nuove strade o piste. Gli interventi sugli immobili esistenti sono limitati a manutenzioni e restauri conservativi. Tra le disposizioni più rilevanti per la tutela ambientale si annoverano: divieto di attività venatoria e di disturbo della fauna selvatica, divieto di raccolta di vegetali spontanei, proibizione del transito fuoristrada per veicoli a motore e l’utilizzo di droni non autorizzati, divieto categorico di movimentare gli ammassi di Posidonia oceanica (banquette) accumulati sulla riva, in quanto essenziali per la stabilizzazione costiera. Un’attenzione particolare è riservata alle attività agricole, che possono proseguire se esistenti, ma con un forte incentivo per la conversione a tecniche biologiche e agroecologiche. È vietato l’uso di OGM e le coltivazioni a esclusiva finalità energetica.

Nella Zona B sono previste un elenco dettagliato delle attività consentite, molte delle quali richiedono il nulla osta o la preventiva comunicazione all’ente gestore: nuove costruzioni (esclusiva destinazione d’uso alla fruizione e all’attività di gestione della riserva), interventi su immobili esistenti di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione edilizia, miglioramento Fondiario, impianti a Rete (Acqua, Elettricità, Comunicazioni, Gas), manutenzione della Viabilità, rinaturazione e restauro,

L’accesso per escursionismo e tempo libero è consentito, ma deve avvenire esclusivamente lungo i percorsi obbligati e sarà soggetto a specifica regolamentazione da parte dell’ente gestore, che potrà fissare limiti al carico antropico o precludere aree per finalità di conservazione. L’istituzione della Rno e l’approvazione del Regolamento rappresentano un passo fondamentale per la Sicilia e per l’Europa, assicurando la conservazione di un ecosistema costiero fragile e prezioso. L’area diventa, di fatto, come una cassaforte naturale, dove il valore intrinseco della biodiversità è protetto da regole ferree che antepongono la tutela alla trasformazione.

Per domani intanto é organizzata una passeggiata/marcia da associazioni ambientaliste e naturalistiche per tornare a chiedere alla Regione Siciliana di completare l’iter istitutivo della riserva secondo la proposta originaria di perimetrazione che esclude qualsiasi intervento edilizio e tutela della natura e del paesaggio e per chiedere al Comune di Siracusa di garantire la libera fruizione delle aree del Demanio Costiero a partire da quella di Punta della Mola oggi interdetta dalla società proprietaria dei terreni circostanti.

La passeggiata si svolgerà lungo tutto il “Feudo Santa Lucia”, la fascia costiera della Penisola Maddalena di proprietà comunale, da Punta Tavernara a Punta Tavola.
Appuntamento in fondo alla Via Capo Passero alle 9.30.


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