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Pippo Sorbello non può essere consigliere comunale (o sindaco) a Melilli e nel Cda di Ias: il tribunale respinge il ricorso

La posizione di consigliere di amministrazione, attualmente ricoperta da Sorbello– sottolineano i giudici - determina la concreta probabilità che quest’ultimo sia guidato, nelle valutazioni e nelle attività compiute nella carica di consigliere del comune di Melilli, non solo da considerazioni correlate all’interesse della collettività locale ma anche da considerazioni connesse alla gestione imprenditoriale della società partecipata”

Pippo Sorbello non può essere consigliere comunale a Melilli e allo stesso tempo componente del Cda di Ias e dipendente con mansioni di quadro della società partecipata. Lo ha stabilito la II sezione civile del Tribunale di Siracusa che ha rigettato il ricorso del candidato a sindaco condannandolo a pagare le spese di lite. Il 10 giugno 2021 il Consiglio comunale di Melilli aveva avviato il procedimento di contestazione della causa di incompatibilità conclusosi il 13 luglio con la dichiarazione di decadenza e la conseguente surroga con Serena Mazzio.

Sorbello ha quindi deciso di presentare ricorso che è andato in decisione lo scorso 5 maggio e i giudici Giacomo Rota (presidente) e Gabriele Patti (relatore) gli hanno dato torto, ricordando come “l’incompatibilità è la situazione di inconciliabilità tra un ufficio ed un altro, eliminabile attraverso molteplici strumenti giuridici quali la rinuncia, l’opzione o la decadenza” e che agli amministratori di Ias spetta la gestione dell’impresa.

“Deve dunque reputarsi acclarata la configurabilità, in capo all’odierno ricorrente Sorbello – si legge ancora nel provvedimento – di poteri idonei a incidere, in vario modo, nell’attività gestoria della impresa”. A maggior ragione considerando che il Comune di Melilli è azionista di Ias con il 5% e che Sorbello è stato nominato per scelta del socio di maggioranza (Consorzio Asi). “La posizione di consigliere di amministrazione, attualmente ricoperta da Sorbello– sottolineano i giudici – determina la concreta probabilità che quest’ultimo sia guidato, nelle valutazioni e nelle attività compiute nella carica di consigliere del comune di Melilli, non solo da considerazioni correlate all’interesse della collettività locale ma anche da considerazioni connesse alla gestione imprenditoriale della società partecipata”.

Questo varrà anche, e soprattutto, per l’immediato futuro: Sorbello, qualora dovesse essere eletto sindaco, dovrà quindi scegliere se dimettersi dal Cda Ias e andare in aspettativa da dirigente e fare il sindaco (ipotesi plausibile) o rinunciare all’eventuale elezione. E ciò per non compromettere l’imparzialità della pubblica amministrazione o comunque condizionarne l’azione. Per il tribunale quindi sono ravvisate ragioni (quantomeno di carattere extrapatrimoniale, considerato che Sorbello correrebbe il rischio di essere revocato o non rieletto in Ias) “idonee a incentivarlo ad operare a vantaggio del socio di controllo, anziché ad esclusiva tutela dell’interesse facente capo alla collettività locale, del pari rappresentata attraverso la carica di consigliere comunale”. O di sindaco.


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