La situazione della piscina comunale della Cittadella dello Sport finisce al centro di una diffida formale firmata dal capogruppo di Insieme al Consiglio comunale, Ivan Scimonelli, che chiama in causa il dirigente del settore Politiche sportive e, per conoscenza, il sindaco, il segretario generale e il direttore generale del Comune di Siracusa.
Al centro della contestazione ci sono le condizioni dell’impianto durante l’intera stagione invernale, con particolare riferimento alla temperatura dell’acqua, ritenuta gravemente al di sotto degli standard minimi di sicurezza e fruibilità.
Secondo Scimonelli, questa condizione avrebbe reso impossibile lo svolgimento regolare delle attività sportive, con conseguenze ancora più pesanti per minori, atleti agonisti e persone con disabilità, per le quali l’ambiente acquatico rappresenta anche uno strumento terapeutico essenziale.
Nella diffida si sottolinea come le criticità sarebbero state segnalate più volte agli uffici competenti, senza però che sia stato adottato alcun intervento risolutivo. Da qui la decisione di formalizzare un atto politico e amministrativo che richiama esplicitamente anche principi costituzionali, dal diritto alla salute a quello all’uguaglianza sostanziale, fino al valore dello sport come strumento di inclusione.
Per il consigliere comunale, la persistente mancata soluzione del problema configura non solo una grave omissione amministrativa, ma anche una forma di discriminazione indiretta, in quanto colpisce in modo sproporzionato proprio i soggetti più fragili.
Scimonelli chiede quindi che il dirigente competente provveda “con urgenza e senza ulteriore indugio” al ripristino delle condizioni minime di temperatura e funzionalità dell’impianto, e che entro cinque giorni venga comunicato: lo stato degli impianti; le cause delle criticità e il cronoprogramma dettagliato degli interventi.
Viene inoltre richiesto che siano adottate tutte le misure necessarie per garantire la continuità del servizio pubblico, il rispetto degli standard sanitari e sportivi e la piena accessibilità per le persone con disabilità.
La diffida contiene anche un avvertimento preciso: in assenza di riscontro nei termini indicati, si procederà alla segnalazione agli organi competenti, tra cui Prefettura, Autorità sanitaria e ANAC, oltre alla valutazione di eventuali ulteriori azioni anche in sede giurisdizionale.
A rafforzare il quadro, Scimonelli allega anche un intervento pubblicato su La Sicilia a firma della dottoressa Marzia Mignosa, neuropsichiatra infantile e atleta disabile, che denuncia con toni duri il disagio vissuto dagli utenti dell’impianto.
Nel suo scritto, Mignosa parla di una “barriera fisica” per chi frequenta la piscina e di un diritto negato a bambini, atleti e persone con disabilità. “Per un disabile, l’acqua non è solo un elemento: è il posto dove la gravità lascia respirare, dove i muscoli si sciolgono. O almeno, così dovrebbe essere”, scrive.
La professionista denuncia mesi di segnalazioni rimaste senza risposta e definisce “gravissimo” che una struttura pubblica così importante sia lasciata in uno stato di “abbandono funzionale”..
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