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Piste ciclabili, corsie preferenziali e Ortigia “blindata” per i non residenti: il futuro (forse) di Siracusa

Uffici al lavoro per provare a sviluppare una "fase 2" della mobilità che vedrebbe l'istituzione di 12 chilometri di piste ciclabili e convenzioni con i taxi per raggiungere il centro storico nelle ore serali

Piste ciclabili, corsie preferenziali e Ortigia “blindata” per i non residenti. Una piccola rivoluzione ciclopedonale quella che l’amministrazione comunale sta mettendo in atto. Almeno a parole e sulla carta. L’ammissione, parziale, è arrivata dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia che ha parlato di provvedimenti di Giunta (tra mobilità e attività produttive) “coraggiosi”, anche se il primo cittadino non ha voluto parlare né sembra intenzione dell’amministrazione quella di rendere in tutto e per tutto il centro storico un “ristorante a cielo aperto”. Ma qualcosa in tal senso si farà e Palazzo Vermexio nei giorni scorsi ha mosso i primi passi e nelle ultime giornate sta intensificando incontri con commercianti e altre attività imprenditoriali per passare dai proclami alle azioni.

La scorsa settimana in Giunta è approdato il progetto per l’istituzione di qualcosa come 12 chilometri di piste ciclabili urbane, che si vanno ad aggiungere a quelle già in progetto per quanto riguarda Agenda Urbana. Uno studio lungo che vede due direttrici ben delineate tagliare da parte a parte la città, collegandosi anche con la pista Rossana Maiorca. Il tutto per provare a favorire quella “mobilità sostenibile” chiesta a gran voce negli ultimi mesi dal raggruppamento di associazioni e cittadini riuniti sotto il nome di “Circolare Siracusa”.

Progetti di semplice realizzazione, che si basano sul Pums approvato quando ancora c’era il Consiglio comunale e che vedrebbero l’istituzione tratti di carreggiata, alcuni anche di importanti arterie cittadine, dedicati interamente agli amanti della bicicletta. Una mobilità “dolce” che va in netta contrapposizione con un’idea molto più aspra nelle intenzioni di Palazzo Vermexio. Così come prevedibilmente “aspre” saranno le contese in seno alla Giunta (vuoi per ideologia personale, vuoi per ideologia politica) per quanto riguarda la possibilità più volte bisbigliata di consentire ai commercianti di ampliare la disponibilità di suolo pubblico per “combattere” la crisi dettata dal Covid. E anche per questo è al vaglio uno studio per “chiudere” l’accesso alle vetture nel centro storico, inibendo per quanto possibile anche il vicino corso Umberto.

Le intenzioni sembrano quelle di consentire la sosta al molo Sant’Antonio, ampliare alte aree di sosta in più zone della città (Von Platen, parco Robinson, viale Santa Panagia e sicuramente via Elorina) lasciando a Ortigia l’identità di isola, ma pedonale. Soprattutto nelle ore serali (dalle 19 in poi). E per raggiungere l’isolotto l’ente metterà a disposizione convenzioni con Taxi e apecalesse spolverando in parte un vecchio protocollo (vivi Ortigia e dintorni) che ribaltava i costi del trasporto come buono sconto nelle attività di ristorazione che aderivano all’iniziativa.

Ma il nuovo volto del centro storico si estenderà anche nella vicina zona “Umbertina”. Qui allo studio vi è l’istituzione di una sola corsia preferenziale al centro della carreggiata, così da consentire a ristoranti e attività commerciali di sfruttare le “ali”, con dehors ampi, ben delineati e – come garantiscono dal Vermexio – “di un certo livello”. Il tutto gratis per i commercianti, che in cambio avranno l’obbligo di mantenere costante decoro e pulizia, ognuno nell’area di competenza. Una nuova veste che sembra richiamare le esperienze già fatte a Catania e Palermo, con lunghi tratti di via Etnea e via Ruggero Settimo interamente pedonalizzate. Idee e studi che dovranno passare dalle forche caudine di Giunta, operatori del settore e dibattiti sul web, oltre ad avere sulla testa la spada di Damocle del ricorso al Cga sulle amministrative che in un batter di ciglio potrebbe rimettere dentro i cassetti (e probabilmente nel dimenticatoio) quando fin qui detto… e scritto.


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