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Più posti in terapia intensiva a Siracusa: “ipotesi già al vaglio dell’Asp” assicura Rossana Cannata

La rete temporanea di posti letto potrà essere ampliata in base alla curva di contagio quotidianamente monitorata

I 30 posti letto di terapia intensiva Covid-19 su Siracusa possono essere aumentati e al momento tengono conto del piano Asp provinciale costruito, in particolare, sulle indicazioni dei dati nazionali, cioè con riguardo non solo al dato della popolazione, ma anche della curva epidemiologica sulla scorta delle analisi condotte sulle 4 regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte) più colpite, dove si sono sviluppati i primi focolai”. Lo spiega Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia che, sul numero di posti letto di terapia intensiva assegnati a Siracusa, ha voluto vederci chiaro. E lo ha fatto confrontandosi con i vertici della Regione e dell’Asp di Siracusa.

Dando per scontato che tutta la sanità regionale è in rete, compresi i posti dei privati per cui non ci troviamo di fronte a una realtà esclusiva e territoriale, da quanto appreso – continua l’on. Rossana Cannata – i posti letto sono stati individuati dall’Asp in previsione di un picco massimo di contagi e tenendo conto della percentuale di pazienti cosiddetti gravi o critici che potrebbe necessitare della terapia intensiva”.

Non solo. Quella appena realizzata, come precisato dalla deputata della circoscrizione siracusana, non è una rete fissa ma temporanea e soprattutto variabile, che potrà essere ampliata in base alla curva di contagio quotidianamente monitorata. Non a caso sono già state individuate ulteriori postazioni, laddove il picco dovesse superare i dati delle aspettative, augurandoci comunque che ciò non avvenga.

Rossana Cannata conclude: “Nonostante ciò, mi sono fatta portavoce, con Regione e Asp di Siracusa, delle preoccupazioni e delle richieste dei cittadini, per un incremento dei posti oltre che del personale sanitario e dei dispositivi di sicurezza, in modo da poter far fronte all’emergenza in provincia di Siracusa. Nel frattempo, ognuno di noi può fare la propria parte rimanendo a casa senza mai smettere di ringraziare tutti i professionisti della sanità che, a vario titolo e livello, stanno incessantemente lavorando per la nostra salute”.


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