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Politica, industria, rifiuti e futuro. Nicita: “Siracusa non può più aspettare, servono scelte vere”

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Siracusa guarda al mare e alla politica con la stessa urgenza di chi non vuole più voltarsi dall’altra parte. Antonio Nicita, senatore del Partito Democratico, nell’intervista ripercorre l’impegno sulla flotilla di aiuti per Gaza partita dalla Sicilia—un’iniziativa dal basso, sostenuta da volontari, amministratori e attivisti—che ha avuto un valore pratico e simbolico insieme. “L’idea di raccogliere aiuti e portarli a Gaza significa denunciare l’uso della fame come strumento di guerra. Non si tratta di discutere di Hamas o di Israele, ma di dire con chiarezza che affamare una popolazione non può essere accettato”, spiega Nicita, ricordando come “Siracusa e Catania sono state protagoniste di una mobilitazione che nasce dal basso e che ha visto una grande risposta di solidarietà”.

Nicita sottolinea anche la necessità di abbassare i toni del dibattito pubblico: “Chi fa politica ha il dovere di calmierare, riportare il confronto dentro i binari del rispetto reciproco“, aggiungendo la condanna alle minacce al consigliere comunale Paolo Romano. Sul PD e sulle tensioni interne a livello provinciale e cittadino, legate ai ricorsi congressuali, ammette – come non potrebbe – che “ci sono state fibrillazioni, ma sono certo che arriveremo a una soluzione entro fine mese“, convinto che le iniziative comuni, come la recente manifestazione sulla flotilla, aiutino a ricompattare il campo.

Lo sguardo si allarga alla scena siciliana, dove il senatore critica i movimenti tattici tra partiti del centro e del centrodestra: “Se la politica si riduce a spostamenti di casacche per logiche di potere e clientelismo, non c’è futuro per questa Regione”. Al contrario, valuta positivamente la maturazione del Movimento 5 Stelle e ribadisce che “a sinistra serve maggiore capacità di sintesi per contrastare una destra che, invece, sa trovare accordi con più facilità”.

Sul nodo dei rifiuti e sulla vicenda del Tmb tra Priolo e Melilli, Nicita annuncia di aver presentato un’interrogazione parlamentare: “Non ho visto alcuna analisi economica a supporto della scelta degli impianti. Davvero servono sette TMB in Sicilia? Come sono stati selezionati i siti?”. E avverte: “C’è il rischio di costruire termovalorizzatori proprio quando, per fortuna, la raccolta differenziata sarà cresciuta e avremo meno rifiuti da conferire. Servono programmazione decennale e trasparenza sui costi”.

Non meno rilevante il capitolo industria, con al centro l’ISAB di Priolo. “A oggi non abbiamo risposte sul piano industriale né sul rispetto delle prescrizioni imposte all’acquirente Go Energy“, denuncia il senatore, che segnala anche “i riflessi sull’occupazione e sulla filiera connessa a Versalis”. Per questo rilancia la sua proposta di una Zis, una Zona Industriale Speciale per l’area siracusana: “Se qui ci sono asset dichiarati strategici, allora anche le attività complementari devono avere un riconoscimento speciale. Serve una misura fiscale ad hoc che dia respiro alle imprese per almeno cinque anni”.

Lo sguardo si proietta anche al futuro: “Abbiamo il mare, che può diventare un vantaggio competitivo per nuove filiere come i data center raffreddati ad acqua, e la connessione in fibra verso il Medio Oriente. Dobbiamo avere la capacità di immaginare e il coraggio di scommettere”.

In chiusura, Nicita guarda alla prossima legge di bilancio, che partirà dal Senato: “Dopo tre anni di governo Meloni, sarà il primo vero banco di prova per capire la direzione fino a fine legislatura. Servono meno slogan e più coordinate operative, perché territori come Siracusa non possono permettersi altri rinvii”.

Luca Signorelli

Luca Signorelli

Giornalista pubblicista dal 2008, laureato magistrale in Comunicazione all'Università di Catania. Segue politica, amministrazione e società con uno stile diretto e analitico: traduce il linguaggio delle istituzioni in notizie utili al lettore.

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