Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale Paolo Cavallaro, capogruppo di FdI.
“La risposta ricevuta alla mia interrogazione sulla consistenza dell’organico della Polizia Ambientale merita una riflessione approfondita da parte dell’intera città, perché fornisce dati oggettivi che consentono finalmente di comprendere quale sia stata l’evoluzione del servizio negli ultimi mesi. Dalla documentazione trasmessa emerge infatti che al 1° gennaio 2026 la Sezione di Polizia Ambientale era composta da 19 unità operative, esclusi il Responsabile ed il Vice Responsabile. Successivamente una unità è stata trasferita all’Ufficio Verbali, riducendo l’organico a 18 operatori. Una ulteriore unità è stata poi destinata al Comando Centrale, facendo scendere il numero complessivo a 17 agenti. Con decorrenza 14 aprile 2026 altre quattro unità sono state assegnate al presidio fisso della Fonte Aretusa, con conseguente riduzione dell’organico a 13 unità. Infine, nel mese di maggio, ulteriori quattro operatori sono stati destinati al nuovo nucleo istituito per il controllo del centro storico, lasciando alla Sezione Ambientale appena 9 agenti operativi. In altri termini, nell’arco di poco più di quattro mesi la Polizia Ambientale ha perso oltre il 52% del proprio personale operativo. Nonostante il progressivo ridimensionamento dell’organico, dal 1° gennaio al 15 maggio 2026 la Sezione Ambientale ha elevato 216 verbali amministrativi e ha trasmesso 58 comunicazioni di notizia di reato per fatti aventi rilevanza penale in materia ambientale. Si tratta di numeri importanti che testimoniano l’impegno, la professionalità e la dedizione degli operatori, ai quali va il mio sincero plauso. Ora, risulta francamente difficile comprendere come gli stessi obiettivi possano essere perseguiti oggi con appena 9 unità operative chiamate a coprire l’intero territorio comunale.
Da anni Siracusa presenta criticità evidenti sotto il profilo del decoro urbano, del rispetto delle regole in materia di raccolta differenziata, della corretta occupazione degli spazi pubblici e della tutela del patrimonio storico e monumentale. Da anni non si vedono campagne informative strutturate e continuative sulla raccolta differenziata.
In molte zone della città continuano ad essere presenti carrellati lasciati permanentemente sulla pubblica via, spesso esposti per l’intera giornata, maleodoranti, privi di schermature e collocati persino in prossimità di edifici monumentali, siti archeologici e luoghi di particolare pregio storico. Una situazione che mortifica l’immagine della città e che non può essere considerata compatibile con le ambizioni turistiche che Siracusa legittimamente rivendica.
Nel frattempo il territorio comunale continua ad essere costellato da vere e proprie discariche permanenti e da punti cronici di abbandono dei rifiuti che ogni cittadino conosce perfettamente e che, nonostante gli interventi di pulizia, continuano a ripresentarsi negli stessi luoghi. Dalla Mazzarrona alla Borgata, da Bosco Minniti fino alle zone balneari, esistono aree nelle quali l’abbandono incontrollato dei rifiuti si ripresenta con impressionante regolarità e dove gli interventi di pulizia finiscono troppo spesso per limitarsi a rimuovere temporaneamente il problema, che puntualmente si ripresenta dopo pochi giorni. Un po’ ovunque sono presenti occupazioni improprie o eccessive del suolo pubblico che finiscono per ostacolare il passaggio dei pedoni e, in molti casi, rendono particolarmente difficoltosa la mobilità delle persone con disabilità o di chi si muove in carrozzina.
Ancora più incomprensibile appare la vicenda degli ispettori ambientali. Il Comune ne ha recentemente prorogato il servizio ma, ad oggi, non risulta che tali figure siano mai state concretamente impiegate sul territorio per svolgere attività di informazione, sensibilizzazione e supporto al rispetto delle regole. Eppure gli ispettori ambientali avrebbero potuto rappresentare uno strumento prezioso per affiancare la Polizia Ambientale, dialogare con i cittadini, promuovere comportamenti corretti e contribuire a migliorare il decoro urbano. Tanto più in una fase nella quale il personale della Polizia Ambientale viene drasticamente ridotto e nella quale sarebbe stato logico attivare ogni possibile strumento di prevenzione e sensibilizzazione.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto il numero degli agenti disponibili. Il vero nodo è rappresentato dall’organizzazione complessiva del personale e degli uffici comunali. Troppo spesso si rincorrono le emergenze senza affrontare strutturalmente le criticità. Si spostano uomini da un servizio all’altro, ma i problemi restano.
Se il problema è la carenza di personale, occorre avere il coraggio di affrontarlo. Per quale ragione non valutare l’utilizzo di una quota delle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno per rafforzare temporaneamente il Corpo di Polizia Municipale durante i mesi estivi, quando aumentano presenze, flussi turistici, esigenze di controllo e necessità di tutela del patrimonio urbano? Si tratta di una proposta concreta che merita almeno di essere discussa.
La vera questione non è sapere chi inaugura un’opera o chi partecipa ad una cerimonia. La vera questione è sapere chi si occupa ogni giorno dei problemi ordinari della città. Perché il degrado, la pulizia, il decoro urbano, il rispetto delle regole e l’organizzazione dei servizi comunali non fanno notizia come un’inaugurazione, ma incidono molto di più sulla vita quotidiana dei cittadini. Ed è proprio su questi temi che Siracusa continua ad attendere risposte. Perché una città non si giudica dalle cerimonie che organizza, ma dai problemi che riesce a risolvere. E oggi i cittadini attendono ancora risposte su troppi problemi che riguardano la loro vita quotidiana”.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni








