Polvere di pirite alla penisola Magnisi a Priolo: il sindaco Gianni chiede l’abbreviato

Il processo con rito abbreviato si svolgerà all’udienza del 19 febbraio prossimo

Hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato per la vicenda del deposito della polvere di pirite nella penisola Magnisi. Il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni e tre dipendenti del Provveditorato delle Opere Pubbliche, Donatello Puliatti, Giovanni Coppola e Donato Carlea (quest’ultimo già presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici), devono rispondere del reato di abbandono di rifiuti pericolosi.

L’inchiesta è stata avviata dal Pm Francesca Aprile (oggi in aspettativa) e adesso è in mano al magistrato Tommaso Pagano, che ha chiesto il rinvio a giudizio dei quattro imputati, che durante l’udienza preliminare davanti al Gup Carla Frau hanno chiesto di procedere con l’abbreviato.

Il sindaco Pippo Gianni è difeso dall’avvocato Ezechia Paolo Reale e sostiene di non aver commesso alcun reato perché eletto pochi mesi prima della notifica dell’avviso di garanzia, specificando di aver lavorato per la bonifica e di non avere responsabilità dirette. I tre dirigenti del Provveditorato, assistiti dall’avvocato Francesco Favi, si difendono invece dicendo di non avere alcuna competenza per l’abbandono alla Penisola Magnisi di rifiuti altamente tossici e pericolosi.

Il processo con rito abbreviato si svolgerà all’udienza del 19 febbraio prossimo.


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