Infrastrutture, intermodalità, portualità e logistica integrata come leve strategiche per la crescita economica del territorio e della Sicilia. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Infrastrutture, intermodalità e logistica: il futuro della portualità”, promosso da Confindustria Siracusa e ospitato nella sala “Ugo Gianformaggio” di viale Scala Greca.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori del settore e imprese per discutere della riforma del sistema portuale nazionale, delle connessioni infrastrutturali e delle prospettive di sviluppo della blue economy, in una fase considerata decisiva per il futuro della governance portuale italiana.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, che ha sottolineato come oggi non sia più possibile immaginare infrastrutture separate tra loro.
“Non si può parlare di porto senza parlare di ferrovie, strade e aeroporti – ha spiegato – perché ormai le infrastrutture funzionano come un sistema integrato. Oggi vogliamo capire quale sarà l’impatto della riforma ‘Porti d’Italia’, ma anche quali prospettive concrete si aprono per il nostro territorio grazie ai progetti già avviati”.
Reale ha evidenziato anche l’importanza del coinvolgimento della Regione Siciliana, rappresentata dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, sottolineando la necessità di creare una rete stabile tra istituzioni, imprese e operatori del settore per colmare il gap infrastrutturale che ancora penalizza il territorio.
Aricò, intervenendo nel dibattito, ha parlato apertamente di un ritardo infrastrutturale storico della Sicilia rispetto al Centro-Nord. “Stiamo recuperando un gap di almeno cinquant’anni – ha detto -. Oggi ci sono circa 17 miliardi di euro di investimenti sulle linee ferroviarie e stiamo lavorando su autostrade, porti e aeroporti”.
Tra gli interventi citati dall’assessore regionale figurano la Palermo-Agrigento, la Palermo-Catania e soprattutto la Siracusa-Gela, con particolare attenzione al completamento del cosiddetto “lotto 9”.
Aricò ha inoltre rilanciato il tema dell’intermodalità come chiave per lo sviluppo economico della Sicilia. “Le infrastrutture devono dialogare tra loro: strade, ferrovie, porti e aeroporti devono diventare un sistema unico”.
Sul fronte aeroportuale, l’assessore ha espresso una posizione netta a favore della privatizzazione degli scali siciliani, citando come esempio il modello Napoli e sostenendo che l’ingresso dei privati possa favorire nuovi investimenti e maggiore competitività.
Particolarmente centrale nel dibattito il ruolo del porto di Augusta e della logistica del Sud-Est siciliano. A fare il punto è stato il commissario dell’Autorità portuale della Sicilia orientale, Francesco Di Sarcina, che ha illustrato i progetti già avviati per rafforzare il sistema logistico dell’area megarese.
“Ad Augusta abbiamo ormai un terminal container avviato e una nuova infrastruttura da 120 mila metri quadrati pronta per essere inaugurata – ha spiegato – mentre RFI sta per avviare i lavori del collegamento ferroviario diretto tra la linea Catania-Siracusa e il porto”.
Secondo Di Sarcina, il vero obiettivo ora è completare le opere già finanziate e creare una rete di attività logistiche e retroportuali capaci di integrare il porto con il tessuto produttivo del territorio.
“Abbiamo fatto molto – ha aggiunto – ma non basta, perché stiamo realizzando oggi infrastrutture che probabilmente servivano già quindici anni fa. Tuttavia il porto di Augusta cresce e i traffici commerciali stanno dando segnali positivi”.
Nel corso del confronto è emerso più volte il concetto di “autostrade del mare” e il ruolo strategico della blue economy. A ribadirlo è stato anche Pasquale Cammisa, presidente sezione economia del mare Confindustria Siracusa e Direttore Trasporto Regionale Sicilia di Trenitalia S.p.A, che ha indicato le infrastrutture come priorità assoluta per il mondo produttivo.
“Non può esistere blue economy senza un sistema integrato di trasporti – ha spiegato Cammisa–. Ferro, gomma, mare e aereo devono lavorare insieme per garantire mobilità delle persone e rapidità nel trasporto delle merci”.
A chiudere il quadro è stato il capo dipartimento Infrastrutture e Reti del Ministero dei Trasporti, Enrico Maria Pujia, che ha sottolineato come la riforma del sistema portuale rappresenti uno snodo strategico per trasformare l’Italia in una piattaforma logistica del Mediterraneo.
“Grazie agli investimenti del PNRR abbiamo avviato opere importanti e collegato il sistema dei trasporti italiani ai corridoi europei – ha spiegato – ma adesso serve un sistema che funzioni davvero, capace di trasferire rapidamente le merci dalle navi ai treni per raggiungere il Centro Europa”.
Il convegno ha così messo in evidenza una convinzione condivisa: senza infrastrutture moderne, integrate e interconnesse, non può esserci crescita economica né competitività per il territorio siracusano e per l’intera Sicilia.
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