Il bilancio è in cassaforte, ed anche il Consiglio comunale. Anche se, sono già stati preannunciati un ricorso al Tar ed un esposto (il secondo) alla procura di Siracusa. Ieri pomeriggio con 9 voti favorevoli ed uno contrario la massima assemblea cittadina ha approvato il bilancio di previsione del 2019, nel 2020. E, una volta incassato l’“ok” dal Segretario generale circa la validità della seduta, ci sono voluti appena 4 minuti per rivotare i 6 emendamenti ed esprimersi per l’approvazione dello strumento finanziario.
Dopo la bocciatura nella seduta del 23 dicembre, e una seconda seduta prevista il 30 dicembre in cui era prevista la revoca della prima votazione, poi annullata prima dell’inizio, il Consiglio ha detto si. Hanno votato a favore il gruppo compatto di Prospettiva (Mary Lupo, Giorgio Chiaramida, Elisea Santocono, Paolo Giuliano, Paoletto Campisi e il presidente dell’aula, Corrado Scrofano), tre consiglieri di opposizione (Giuseppe Mirarchi, Erika Parisi e Giovanni Nardone), Rossella Micieli ha votato contraria e Corrado Lentinello e Rachele Rocca hanno abbandonato l’aula polemicamente. Ma non è mancata la doverosa dose di suspense: fino a pochi muniti prima dell’inizio della seduta (previsto alle 17), non si trovava un segretario generale disponibile, poiché il titolare, Daniele Gianporcaro, si trova in ferie. Così, in extremis, è arrivato nel paese marinaro il segretario generale del Libero consorzio di Siracusa, Vincenzo Scarcella.
Le due posizioni
Oramai la disputa è chiara e ha protagonisti bene identificati: da una parte Prospettiva, dall’altra #Insieme.
Al “pronti via”, Corrado Lentinello pronuncia la sua arringa per il gruppo #Insieme, di cui fa parte anche Rachele Rocca. “Va rispettata la legge – ha detto Lentinello -, il punto del bilancio di previsione è in palese violazione del regolamento comunale e di contabilità”. Le contestazioni di Lentinello e Rocca sono riferite al fatto che il bilancio sarebbe stato bocciato in maniera chiara “e dunque – ha proseguito Lentinello – la questione si è conclusa con la votazione del 23 dicembre, la proclamazione di bocciatura pronunciata dal presidente Scrofano e la non attivazione del regolamento comunale. Non si può riproporre un atto già bocciato e, comunque, identico: a Siracusa è accaduto un caso analogo e il consiglio è stato sciolto per inadempienze. Inoltre non esiste una nuova proposta di deliberazione”.
Giorgio Chiaramida parla di quello che è accaduto come “un tentativo di uccidere la democrazia – ha affermato il consigliere di Prospettiva – questo consiglio comunale ha tutto il diritto e la voglia di andare avanti perché è stato eletto dai cittadini. Non dobbiamo liberare il sindaco ma è lui che ci deve liberare: se non riesce a portare avanti questo paese vada via”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Prospettiva, Mary Lupo. “Un tentativo – ha detto Lupo – di paralizzare l’attività del consiglio comunale e ottenere strumentalmente lo scioglimento”.
Giuseppe Mirarchi, tra i banchi di opposizione ha portato a sostenere le sue ragioni alcune sentenze di Tar e Cga. “Un piccolo errore di forma – ha dichiarato l’ex sindaco -, quella che conta è la sostanza. Il bilancio era già stato approvato quella sera e non esistono aspetti penali”.
Dopo una bagarre durata poco più di un’ora, il segretario Scarcella, previa verifica degli atti durante una pausa di 30 minuti, ha stabilito che le procedure sono state rispettate, seppur non rilasciando alcun parere. “Il consiglio comunale di un ente – ha affermato il segretario del Libero consorzio di Siracusa – è un organo sovrano, il bilancio va votato dai consiglieri. Non esprimo pareri perché quello di legittimità sull’atto lo esprime il ragioniere capo. Ritengo valida la seduta”.
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