A quasi due settimane dal passaggio del ciclone Harry, il bilancio dei danni lungo la costa sud per il compartimento dei balneari del Siracusano resta incerto: si parlav a di 6milioni di euro, ma la cifra potrebbe essere destinata a salire.
A raccontare lo stato d’animo e le difficoltà dei balneari è Corrado Leone, titolare del Lido Azzurro di Noto, intervenuto in collegamento con Siracusa News per fare il punto sulla situazione dopo l’evento meteorologico eccezionale che ha colpito il territorio.
Leone non usa mezzi termini nel descrivere la violenza del fenomeno. “In 25 anni non è la prima volta che subiamo l’attacco del mare, ma questa volta è stato diverso. Questo è stato un uragano vero e proprio: è durato più di 60 ore, con onde che hanno raggiunto anche i 12-14 metri. Non c’era nulla che potesse resistere a una forza simile”, spiega. Un evento che ha lasciato segni profondi sulle strutture balneari e sulla stessa morfologia della costa. “La natura non bussa, arriva e va avanti. Non possiamo dare la colpa a nessuno: è andata così. Ora dobbiamo solo rimboccarci le maniche e capire da dove ripartire”, aggiunge Leone.
I danni, però, sono ancora difficili da quantificare. “Ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo. Smonti, demolisci, scavi e trovi altri problemi. Per la prima volta nella mia vita sto facendo lavori senza un preventivo: stiamo navigando a vista”, racconta il titolare del Lido Azzurro, sottolineando come la priorità assoluta sia la sicurezza delle strutture. “Prima bisogna mettere in sicurezza i luoghi, poi si pensa al ripristino e solo dopo a riportare il lido com’era prima”.
Sul fronte degli aiuti istituzionali, Leone riconosce l’immediata risposta della Regione Siciliana. “Va detto che la macchina regionale si è mossa subito. È stato aperto un primo bando da 20 mila euro e l’assessore Savarino sta dimostrando una reale vicinanza ai balneari, cosa non sempre scontata”, afferma. Restano però le difficoltà legate alla stima dei danni e all’accesso ai fondi. “Oggi, se mi chiedi quanti danni ho subito, non sono in grado di dirtelo. È complicato fare perizie in una situazione del genere”, spiega Leone, commentando anche l’ipotesi di finanziamenti più consistenti tramite IRFIS.
Grande preoccupazione riguarda inoltre il futuro delle concessioni balneari. “Non si possono investire centinaia di migliaia di euro sapendo che tra due anni potresti dover lasciare tutto. È giusto pensare a una proroga al 2032 o 2033 per dare respiro e certezze agli operatori”, sottolinea.
Il ciclone Harry, secondo Leone, ha addirittura riscritto la geografia della costa. “Oggi, nella parte destra del mio lido, non c’è più nemmeno un granello di sabbia. Se la spiaggia non torna, cambia tutto: va rivisto anche il Piano di utilizzo del demanio marittimo”. Nonostante le difficoltà, però, la voglia di ripartire resta forte.
“Il mare ci ha scompigliato i capelli, ma non i sogni. La stagione estiva deve esserci e ci sarà. È dura, ma ce la dobbiamo fare”, conclude Leone, ribadendo la sua fiducia nel turismo come motore principale dell’economia siciliana. “Credo profondamente in questa terra e spero che tutti riusciremo a essere pronti già per maggio”.
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