È stato presentato questa mattina, nel salone della Camera di Commercio, il nuovo Rapporto di Sostenibilità del Polo industriale di Siracusa. L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, è di carattere volontario ed è curata da Confindustria Siracusa con il coinvolgimento delle aziende che operano all’interno del polo.
Un documento ormai consolidato che fotografa lo stato di salute dell’area industriale sotto il profilo economico, ambientale e sociale, offrendo al territorio un quadro trasparente basato su dati certificati.
“È un rapporto a cui teniamo tantissimo – ha spiegato il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale – perché ci consente di mostrare in maniera assolutamente trasparente i dati del polo industriale. La sostenibilità si poggia su tre gambe: economica, ambientale e sociale, e attraverso questo documento raccontiamo lo stato dell’arte e lo stato di salute del nostro polo“.
Un bilancio che, pur in un contesto complesso, viene definito complessivamente positivo. “Non è un momento di fulgore – ha ammesso Reale – ma le aziende dimostrano una fortissima resilienza. Hanno attraversato il Covid e ora stanno affrontando una crisi economica e geopolitica importante. I numeri ci confortano: c’è stabilità occupazionale e una tendenza alla riduzione delle emissioni. Gli interventi di decarbonizzazione, seppur non macroscopici, stanno producendo effetti concreti”.
Dal confronto con il primo rapporto, riferito al 2018, emergono segnali di crescita: aumento del fatturato, nell’ultimo biennio si registra anche un lieve incremento del numero dei dipendenti e una forte stabilità contrattuale. “Oltre il 98% dei lavoratori diretti è assunto a tempo indeterminato – ha sottolineato Reale – contratti di qualità con ricadute importanti sul tessuto sociale del territorio“.
A crescere è stata anche la manutenzione straordinaria degli impianti, che ha comportato un aumento dei rifiuti prodotti, spiegato però dagli interventi di ammodernamento necessari per affrontare la transizione energetica. “Questo ha generato sì più rifiuti – ha chiarito – ma anche una maggiore ricaduta economica locale, con investimenti di milioni di euro“.
Sul fronte della sicurezza, i dati mostrano un numero contenuto di infortuni. “Sapendo che anche uno solo è sempre troppo – ha aggiunto – dal punto di vista statistico la zona industriale di Siracusa rappresenta un’eccellenza, grazie a migliaia di ore di formazione e a investimenti continui“.
Ampio spazio nel rapporto è dedicato all’uso della risorsa idrica. “C’è una forte spinta al riutilizzo delle acque dolci – ha spiegato Reale – richiesta anche dal Ministero dell’Ambiente attraverso le autorizzazioni integrate ambientali. Le aziende hanno accettato questa sfida“.
Riflettori puntati anche sull’IAS. “A settembre le aziende si staccheranno – ha ricordato – i cantieri sono in fase avanzata. È ora necessario che con la Regione si avvii un confronto per definire il futuro dell’impianto, che tratta anche i reflui di oltre 60 piccole aziende di Priolo e Melilli“.
Per Giancarlo Bellina, vicepresidente di Confindustria Siracusa con delega alla responsabilità sociale d’impresa, la transizione ecologica rappresenta una grande opportunità. “Questo è il quarto rapporto perché crediamo nella trasparenza verso il territorio e nel racconto basato su dati scientifici. I numeri mostrano un trend positivo su emissioni di CO2 e NOx“.
Un percorso che unisce sostenibilità e innovazione. “Parliamo di “innovability” – ha proseguito Bellina – perché l’innovazione tecnologica e il miglioramento dei processi rendono le aziende più sostenibili e anche più competitive a livello internazionale. La sostenibilità non è un traguardo, ma un percorso continuo, come la sicurezza“.
Alla presentazione ha partecipato anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. “Il ruolo del Comune è cresciuto negli ultimi anni – ha affermato – perché la zona industriale resta un motore imprescindibile dell’economia cittadina e provinciale“.
Secondo il primo cittadino, il cambio di passo è evidente: “oggi la sostenibilità non è più uno slogan da sbandierare, ma qualcosa di concreto. I dati sul fatturato dimostrano che l’economia continua a produrre lavoro e sviluppo. Coniugare lavoro, sviluppo e sostenibilità è possibile, mettendo al centro la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini“.
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