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Presidenza Autorità portuale, l’assessore Falcone: “Augusta e Catania non sono merce di scambio”

Non si placa la polemica dopo la nuova ipotesi del vice ministro Giancarlo Cancelleri che ha indicato come presidente Francesco Di Sarcina, segretario generale dell’Autorità del mare ligure orientale. Ternullo (FI): "Serve una guida stabile che conosca il territorio

“Il futuro dell’Autorità di sistema portuale di Sicilia orientale deve essere svincolato dalle logiche autoreferenziali che finora hanno dominato il dibattito sulla nuova governance. In questo senso, appare opportuna la presa di posizione degli onorevoli Barelli e Prestigiacomo che, nei giorni scorsi, era stata preceduta dall’allarmato appello della Regione siciliana”.  E’ quanto dice Marco Falcone, deputato regionale, commissario di Forza Italia per la provincia di Catania e assessore regionale alle Infrastrutture  a proposito della nomina del presidente dell’Autorità portuale Augusta-Catania  che da mesi è al centro di scontri politici e di indicazioni bocciate dalla Regione e dai sindaci di Augusta, Priolo e Melilli  e che ieri è  tornata di nuovo al centro della polemica dopo la nuova ipotesi lanciata  dal vice ministro Giancarlo Cancelleri sul nome di Francesco Di Sarcina, attualmente segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare ligure orientale.

Un’indicazione  già non condivisa dalla deputata forzista Prestigiacomo e neanche dall’assessore regionale e compagno di partito Falcone che, sottolinea come “sul nome del nuovo presidente siamo ormai ad uno stallo intollerabile che, purtroppo, rischia di avere ricadute negative sull’ente. Non entriamo nel merito dei nomi, ma –precisa- chiediamo che il ministro Giovannini non si presti a strumentalizzazioni e giochi di potere che non fanno gli interessi della Sicilia. Ad andarci di mezzo sarebbe infatti la governance di uno degli enti più strategici per l’Isola, quell’Autorità portuale di Augusta e Catania che, da strumento di sviluppo, verrebbe sminuita a merce di scambio per bizantinismi politici», conclude l’esponente forzista”.

“La storia si ripete. Ogni qualvolta la Sicilia subisce imposizione la storia si ripete. Eppure mai come in questo frangente serve compattezza e condivisione per una scelta che è fondamentale per il rilancio del territorio. La presidenza dell’Autorità di sistema della Sicilia sud orientale è da troppo tempo commissariata. Ecco perché faccio appello al ministro Giovannini affinché ascolti il territorio. Serve una decisione definitiva ma condivisa, con chi magari il territorio lo calpesta e frequenta quotidianamente piuttosto che per sentito dire. Sulle parole del vice ministro Cancelleri c’è invece poco da aggiungere: lui asserisce che tutti i gruppi parlamentari sarebbero stati coinvolti nella scelta del nome. Ebbene Forza Italia no. Il partito e i suoi parlamentari nazionali sono stati completamente ignorati, con buona pace di Cancelleri che predica bene ma razzola male. A questo punto farebbe meglio a rimediare allo sbaglio e rettificare quanto asserito. Da siciliano dovrebbe avere un moto d’orgoglio e ammettere l’errore. Auspico pertanto che il presidente Musumeci non accetti tale imposizione e si schieri pubblicamente in difesa di una maggiore condivisione”. Lo afferma in una nota la deputata di Forza Italia all’Ars, Daniela Ternullo.

L’importanza strategica della nuova guida della Port Authority, oggi è quantomai importante alla luce della sfida del Pnrr. “Alla luce di questo riteniamo, pertanto, che  la scelta di carattere  autoreferenziale, dettata secondo i criteri di mera appartenenza politica e non condivisa, sia un errore che il nostro territorio non può e non deve permettersi di fare – dice il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta –  Per garantire il futuro dello sviluppo economico dell’Autorità di sistema di Augusta e Catania, devono restare fuori le antiche logiche delle compensazioni politiche, ma bisogna puntare esclusivamente alla competenza e alla espressione territoriale, quale garanzia di conoscenza delle problematiche economiche e di sviluppo. La scelta della nuova governance deve garantire la  capacità di valorizzare le potenzialità di questo importante snodo del mediterraneo al fine di rilanciare il sistema economico di questa porzione dell’isola. Si proceda dunque alla nomina del presidente non prima di una consultazione politica quanto più ampia possibile che converga verso un obiettivo condiviso. Apprezzo e condivido, infine,  la posizione assunta dall’On. Stefania Prestigiacomo e dalla deputazione nazionale e regionale di Forza Italia in difesa del territorio”.


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