Una regione all’avanguardia, con picchi di eccellenza mondiali, autentico laboratorio per la protezione sismica. È questo il dato emerso stamane, nella prima giornata di lavori della due giorni Tecniche Innovative di Protezione Sismica, in programma nella sala dell’Area marina Protetta del Castello Maniace ed organizzata dal DICA-Dipartimento Ingegneria Civile ed Ambientale dell’Università degli Studi di Catania e dal Dipartimento Regionale Protezione Civile della Regione Siciliana.
Lo spaccato è stato offerto dal professor Fabio Neri dell’Università etnea nonché componente del GLIS, l’area sismica dell’Enea. A lui è toccato presentare il rapporto finale di un monitoraggio avviato, assieme, dal Dipartimento di Ingegneria Civile e dalla Protezione Civile siciliana.
Due anni di lavoro su 42 edifici suddivisi per area di importanza e di interesse. Allo studio dei tecnici edifici strategici (ospedali, caserme dei Vigili del Fuoco e stabili della Protezione Civile), edifici suscettibili di grande affollamento (centri commerciali, chiese, impianti industriali), edifici residenziali (dalla villetta ai palazzi di otto piani), edifici scolastici.
“Siamo una regione all’avanguardia per adeguamento e isolamento sismico – ha assicurato il professor Neri – In Sicilia vengono utilizzate tecniche assolutamente innovative che, calate in un’area ad alto rischio sismico, fanno di questa zona un’autentica eccellenza per tutto il Paese e non solo”.
Tra gli esempi portati il costruendo nuovo ospedale di Catania, il San Marco, dotato di ben 600 dispositivi di isolamento. “Nella zona industriale di Siracusa – ha aggiunto Neri – abbiamo l’esempio di un’applicazione ad un serbatoio di fiction pendulum bearing, una tecnica sperimentata negli Stati Uniti e di grandissima avanguardia”.
Il primato per l’applicazione delle tecnologie innovative, la Sicilia lo guadagna anche per l’edilizia scolastica. Spicca, infatti, la scuola “Quasimodo” di Riposto, prima in Italia per adeguamento di questo tipo. A concentrare l’attenzione dei tanti esperti e studiosi arrivati da tutta Italia, l’intervento ed il monitoraggio riguardanti il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa.
“Un’autentica eccellenza mondiale per i luoghi di culto” ha detto il professor Neri prima di cedere la parola al curatore di questo progetto, il professor Giorgio Serino, dell’Università di Napoli “Federico II”.
“Si tratta del luogo di culto più grande al mondo ad essere monitorato 24 ore al giorno” ha sintetizzato l’ingegner Serino, anch’egli tra gli esperti del centro sismico che fa riferimento all’ENEA.
“Il Santuario di Siracusa – ha spiegato il docente dell’ateneo partenopeo – è stato sottoposto a due fasi di lavori. La prima ha riguardato l’adeguamento sismico con la sostituzione di 22 appoggi della cupola; la seconda con un monitoraggio sismico ed ambientale costante. Grazie ad un sistema complesso di sensori, posizionati in varie parti della struttura, registriamo qualsiasi tipo di sollecitazione sismica od ambientale. I dati vengono registrati dal sistema centrale e trasferiti alla Protezione Civile Nazionale ed al Dipartimento di Napoli. Proprio un mese fa, per la prima volta dall’avvio del nostro monitoraggio, abbiamo registrato una piccola scossa di terremoto con epicentro ad oltre 20 chilometri in mare. I dati emersi hanno dimostrato il funzionamento del sistema dei sensori e la bontà dell’intervento fatto sulla cupola a fine 2006”.
Nel pomeriggio i lavori continueranno fino alle ore 18 quando tutti i presenti si trasferiranno proprio al Santuario della Madonna delle Lacrime per una visita tecnica.
Di strettissima attualità, infine, gli argomenti in discussione domani nell’ultima sessione della seconda giornata di lavoro. Si parlerà, infatti, del terremoto in Abruzzo con particolare attenzione ai provvedimenti per la ricostruzione, dei danni al patrimonio storico ed architettonico e le misure di messa in sicurezza, dell’isolamento sismico nella ricostruzione e nell’adeguamento degli edifici esistenti.