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Primo giorno di zona arancione in Sicilia. Siracusa senza bar diventa più silenziosa

Qualcuno ha deciso di chiudere definitivamente. Altri, almeno questa mattina, hanno alzato la saracinesca, come ogni giorno, limitando però l'accesso all'interno dell'attività

Primo giorno di zona arancione in Sicilia, e Siracusa sembra già più silenziosa. Chiusi bar, pub, gelaterie, pasticcerie e ristoranti, sette giorni su sette. Unico barlume di speranze per le attività è l’asporto consentito fino alle 22. Qualcuno ha deciso di chiudere definitivamente. Altri, almeno questa mattina, hanno alzato la saracinesca, come ogni giorno, limitando però l’accesso all’interno dell’attività commerciale con un banchetto che sbarra l’ingresso. Anche il caffè, bevanda da bere al tavolo per tradizione, oggi bisogna consumarla in piedi.

“Ci si abitua a tutto – dice un signore davanti la porta di un bar, e poi ironizza – speriamo che questa cosa non ci porterà a dover uscire di casa con la moka e fare il caffè in strada”.

Eppure la sensazione di solitudine comincia a prendere piede. “C’è aria di prigionia” – afferma una giovane ragazza. E non mancano gli arrabbiati che scaricano la colpa sugli immigrati: “Non bisogna fare sbarcare nessuno”.

Poi c’è la signora che ogni giorno va in farmacia o a fare la spesa: “ma adesso torno subito a casa”, spiega quasi come fosse una rassicurazione.

Delusione, rabbia, paura, malcontento e sospetto verso l’altro sono i sentimenti che oggi si respirano a Siracusa. Oggi una città più silenziosa rispetto a ieri.

 


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