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Priolo, amianto in zona industriale: il prepensionamento è annullato. L’appello al ministro Catalfo

I lavoratori chiedono che vengano riconosciuti diritti e benefici previdenziali

Settantadue giorni in protesta davanti al Comune di Priolo Gargallo. Sono loro, i lavoratori che per anni hanno lavorato nella zona industriale, braccio a braccio con l’amianto, il nemico invisibile che s’infiltra nei polmoni e poi, dopo anni, può portare al tumore. Sono lavoratori ai quali il Ctu ha accertato la presenza di amianto nei polmoni.

Ad inizio luglio la sentenza che portò questo piccolo gruppetto di lavoratori davanti al palazzo di città: la Corte d’Appello di Catania ha annullato i benefici previdenziali stabiliti in primo grado. E oltre al danno, la beffa per i tanti esposti all’amianto in zona industriale: bisogna restituire all’Inps anche la pensione riconosciuta in precedenza.

Una sentenza di primo grado aveva riconosciuto loro diritti e benefici previdenziali (tra cui il prepensionamento). Una consolazione, seppure misera, annullata da una sentenza, di due giorni fa, in Corte d’Appello a Catania, che fa marcia indietro dando ragione all’Inps (ente che presentò ricorso dopo la sentenza di primo grado). Anzi, la sentenza chiede il risarcimento di quella pensiona riconosciuta in precedenza.

Adesso i lavoratori decidono rivolgersi al ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. Un appello che riceviamo e pubblichiamo in versione integrale:

“Siamo giunti al 72 giorno di protesta davanti al comune Priolo Gargallo. Ci stiamo umiliando di fronte all’Italia intera per difendere un sacrosanto diritto revocato da un ingiusta sentenza.
Continuiamo a chiedere, ancora una volta, così come hanno fatto già il presidente Ona Ezio Bonanni ed il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, l’intervento del ministro del Lavoro e della previdenza sociale, Nunzia Catalfo, affinché si possa risolvere questa incresciosa e vergognosa vicenda dei lavoratori di Priolo Gargallo. Ministro intervenga! Venga a trovarci cosi potrà rendersene conto personalmente della grave situazione in cui versano i lavoratori. Andremo insieme a visitare il nostro luogo di lavoro, oramai dismesso e abbandonato, dove per oltre 25 anni abbiamo creato ricchezza respirando ferro e amianto e nello stesso tempo abbiamo riempito anche i nostri polmoni di fibre pronti a colpire quantomeno te lo aspetti aggiungendoci ai nostri colleghi e amici deceduti. Ministro le chiediamo solamente di non essere trattati come carne da macello. Ministro intervenga”.


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