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Priolo, assemblea dei lavoratori degli appalti metalmeccanici dell’area Isab Lukoil

I segretari di Fim – Fiom - Uilm hanno posto l’attenzione su quello che potrebbe accadere con lo sblocco dei licenziamenti

Nel piazzale della mensa ovest a Priolo si è tenuta questa mattina l’assemblea, indetta da Fim – Fiom – Uilm, dei lavoratori degli appalti metalmeccanici dell’area Isab Lukoil. Gli appalti metalmeccanici nel settore petrolchimico rappresentano una parte fondamentale del lavoro in un settore strategico per il paese come quello dell’energia. Un comparto frammentato in cui non si è mai affermata una logica di settore e di filiera nella quale affrontare la competizione sul terreno della qualità dei processi produttivi, del riconoscimento dei diritti, ma piuttosto sulla riduzione dei costi che ha prodotto un aumento della precarietà e la graduale riduzione dei diritti.

I segretari di Fim – Fiom – Uilm hanno posto l’attenzione su quello che potrebbe accadere con lo sblocco dei licenziamenti in un comparto che anche in piena pandemia ha pagato pesantemente la crisi in termini di perdita di occupazione e di un massiccio utilizzo di ammortizzatori sociali. Su come sia sempre più difficile tutelare l’occupazione in occasione dei tanti “cambi d’appalto”, e sulla necessità di inserire nelle gare di appalto una clausola sociale che garantisca ai lavoratori la continuità occupazionale.

Sulla necessita di sostenere, politiche industriali vere per una transizione che non si traduca in deindustrializzazione e ulteriore frammentazione del lavoro ma accompagni il territorio e il lavoro attraverso processi che tengano insieme le ragioni della sostenibilità ambientale e dell’occupazione. Il Pnrr – ricordano i sindacati – non può essere un alibi per aziende che intendono dismettere, ma deve essere il volano di una reale ripresa che potrà essere realizzata solo a fronte di una concreta progettualità.

“I metalmeccanici sono di fronte ad un bivio, dispiegare la propria forza per difendere il lavoro e l’economia di un territorio o subire supinamente un processo di transizione che produrrà desertificazione industriale, disoccupazione e disagio sociale – dicono i segretari provinciali Fim Cisl – Fiom Cgil – Uilm Uil, Angelo Sardella, Antonio Recano  e Santo Genovese – è questione di “legittima difesa” il 6 luglio nell’ambito di un’iniziativa di sciopero nazionale noi faremo la nostra parte per affermare che i lavoratori degli appalti non si rassegnano ad un futuro di disoccupazione e disagio sociale ma intendono lottare fino in fondo per difendere il proprio futuro. Un percorso che partirà il 6 luglio e che servirà anche a costruire le condizioni di uno sciopero generale che come metalmeccanici riteniamo ormai non più rinviabile”.


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