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Priolo Gargallo, circa cinquemila persone in strada per la manifestazione dell’ UGL

La Festa dei lavoratori a Priolo Gargallo ha regalato uno scenario, che resterà indelebile nella memoria collettiva, frutto di un pacifico movimento che ha voluto imprimere nuova speranza ad un meridione tartassato da una crisi economica e occupazionale senza precedenti. Priolo, cuore del corteo Ugl nazionale, partito da Largo dell’Autonomia Comunale, alle ore 10:00, si è diramato festosamente tra le vie cittadine, sino a giungere, alle ore 12:00, presso il centro storico di piazza Quattro Canti.

Un lungo sciame di tricolori, stendardi comunali, striscioni e bandiere bianco-azzurre si è visto scorrere, vessilli che rappresentano i colori del sindacato, che hanno riempito di gioia e speranza i cuori pulsanti di lavoratori, precari e inoccupati della cuspide sud-orientale della Sicilia. Circa 5 mila persone, supportate dallo slogan “Con lo sviluppo rinasce il lavoro”, hanno fatto sentire la propria voce nel corso di una giornata memorabile per Priolo, per l’aretuseo e per l’intero meridione

Accompagnati dalle marce festose della Banda comunale di Priolo Gargallo, dai musici e sbandieratori “Agro priolese”, dai numerosi supporter del sindacato nazionale, provenienti da ogni regione d’Italia, che hanno fatto sentire il proprio sostegno nei confronti di un Sud che ha bisogno, ora più che mai, di risposte concrete da ogni ordine e grado socio-politico. L’Ugl è vicina a Priolo ed al polo petrolchimico aretuseo, emblema di un Mezzogiorno in recessione, che ha pagato a prezzo carissimo la crisi dei nostri giorni: da chiusure aziendali fortemente penalizzanti, al rischio del collasso di interi settori, come quello chimico. E’ il secondo anno che l’Ugl decide di scendere in piazza al Sud, per lanciare un monito volto alla riqualificazione di una fetta di territorio di indubbio valore per la ripresa economica dell’intero Stivale.

Oltre alla presenza dei graditi ospiti del sindacato Ugl: Giovanni Centrella, segretario generale Ugl, Serafino Cabras, vice segretario generale Ugl ed Antonio Galioto, segretario Ugl Siracusa, durante il lungo corteo, si è sentita la forte presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, a partire dal sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, accompagnato dall’intera amministrazione comunale, proseguendo con il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin, di Augusta, Massimo Carrubba, di Buccheri, Gaetano Pavano, di Buscemi, Giuseppe Giansiracusa, di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, di Francofonte, Giuseppe Castania, di Lentini, Alfio Mangiameli, di Palazzolo Acreide, Carlo Scibetta, di Sortino, Vincenzo Buccheri ed il presidente del Consiglio provinciale di Siracusa, Michele Mangiafico.

Giunti in piazza Quattro Canti, sotto un sole cocente, che non ha ugualmente turbato la gioia dei manifestanti, il sindaco di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, dopo aver ringraziato i vertici Ugl per aver fatto ricadere la scelta su Priolo e salutato le autorità, forze dell’ordine ed i presenti, ha inquadrato la situazione occupazionale del territorio. “E’ un momento di grandissima importanza e di orgoglio per il paese di Priolo”, ha affermato il sindaco di Priolo Gargallo, scelto dall’Ugl come luogo, in cui festeggiare il primo maggio. Priolo infatti rappresenta quanto di paradossale può avvenire in una zona industriale, in quanto ha vissuto 50 anni di industrializzazione, di benessere, di sviluppo, ma, in quest’ultimo periodo, purtroppo, vive il rovescio della medaglia, ovvero il degrado e la disoccupazione. L’idea di accendere i riflettori sulla nostra zona industriale, non deve essere vissuto come un momento celebrativo, ma, come una fase di ripartenza.

E’ il momento di pensare a qualcosa di concreto per il territorio e, se veramente sono disponibili, è il momento di investire i 770 milioni di euro previsti per le bonifiche. E’ arrivata l’ora in cui ognuno si adoperi per il bene comune: la zona industriale attraverso nuovi investimenti e la cessione delle aree territoriali a prezzi equi, che favoriscano nuovi insediamenti. Gli stessi cittadini devono cominciare a chiedere quote di sovranità e, al contempo, bisogna favorire iniziative come quella promossa dall’Isab Sud, che ancora attende il decreto di svincolo delle aree, nonostante abbia versato 30 milioni di euro al Ministero all’Ambiente, che servirebbero a realizzare una sala bunkerizzata, i filtri al sale e quant’altro necessario. Tutto ciò servirebbe a rilanciare l’economia e dare un segnale


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