Agenti del Commissariato di P.S. di Priolo Gargallo, insieme ai colleghi del Commissariato Ortigia, hanno denunciato in stato di libertà, per il reato di omissione colposa di cautele e di difese contro infortuni sul lavoro:
G.A. (classe 1942), residente in Siracusa, rappresentante legale di una società con sede sulla SS 114, poiché inadempiente ai controlli periodici trimestrali e semestrali previsti dalle normative vigenti di rilevazione del gas all’interno del deposito di zolfo solido, ed ai controlli dell’impianto antincendio, per non aver adottato idonee misure per la prevenzione degli incendi e per la tutela dell’incolumità dei lavoratori;
M.G. (classe 1968), residente in Siracusa, ingegnere, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, perché ometteva di sovrintendere ed effettuare un’equa valutazione dei rischi, con le misure preventive previste dalla legge per la prevenzione incendi, rilevazione dei gas e della sicurezza dei lavoratori.
P.G. (classe 1966), residente in Priolo Gargallo, titolare di una ditta appaltatrice, perché ometteva di effettuare i controlli periodici agli impianti di rilevazione del gas e antincendio.
In specie, nel corso di un’attività congiunta tra i Commissariati di P.S. di “Priolo Gargallo” e di “Ortigia”, effettuata nell’azienda in argomento, che esercita l’attività di autotrasporti per conto/terzi di rifiuti e materiali pericolosi, si accertava che 18 rilevatori di SO2 -anidride solforosa (gas incolore fortemente irritante per gli occhi e per il tratto respiratorio, che per inalazione può causare edema polmonare) non funzionavano; l’impianto antincendio automatico a diluvio, una volta messo in esercizio, evidenziava gravi malfunzionamenti; non si rilevavano sistema di allarmi visivi e sonori, e le acque provenienti dall’utilizzo del sistema antincendio e le acque piovane contaminate dalle particelle di zolfo venivano disperse nel terreno circostante anziché essere convogliate in apposite vasche.
Per quanto sopra, sulla scorta degli elementi acquisiti, si procedeva al deferimento degli odierni indagati, professionisti del settore, in quanto apparivano evidenti le procedure irresponsabili tenute dagli stessi che, con proprie e specifiche colpe, mettevano in serio pericolo l’incolumità dei lavoratori con gravi ripercussione sull’ambiente circostante.
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