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Priolo Gargallo, la Polizia di Stato denuncia due uomini per possesso illecito di beni culturali

Nell’ambito dell’attività di indagine che ha consentito di individuare, alla metà di Luglio, un traffico di reperti archeologici tramite un noto social network, nella giornata di ieri, Agenti del Commissariato di P.S. di Priolo Gargallo hanno scoperto un “laboratorio di reperti archeologici falsi”. Al termine della suddetta attività di polizia, sono stati denunciati in stato di libertà C. M. G. (classe 1963) e C. R. A. (classe 1965), entrambi nati a Randazzo (CT) per i reati di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, contraffazione di opere d’arte e truffa.

In specie, gli Agenti hanno accertato che i due uomini avevano tentato di porre in vendita dei falsi reperti archeologici attraverso internet. Utilizzando dei “falsi profili” gli Agenti mostravano di essere interessati all’acquisto e chiedevano di visionare i reperti. L’incontro, dopo una lunga trattativa, avveniva presso l’Area di Servizio “Agip” sulla SS114 ove gli Agenti, nella veste di falsi acquirenti, bloccavano il soggetto che si era qualificato come “ Ingegnere MAURO” e recuperavano una serie di oggetti. Successivamente, gli Agenti eseguivano una perquisizione domiciliare presso le abitazioni degli indagati rinvenendo altri reperti archeologici, nonché, strumentazione idonea a riprodurre falsi reperti archeologici e numismatici.

In particolare, venivano sequestrati un centinaio di monete, maschere in terracotta, vasi a cratere, piatti, statuette, candelabri. L’ingente quantitativo di reperti archeologici rinvenuto e sequestrato è stato sottoposto in visione agli esperti del Servizio Parco Archeologico che hanno dichiarato che gli stessi sono per la maggior parte falsi. Inoltre, sono stati rinvenuti e sequestrati i materiali utilizzati per la falsificazione dei reperti: Stampi in plastica per la riproduzione di monete, bottiglie con all’interno dei solventi utilizzati per l’invecchiamento, pennelli di varie misure e timbri.


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