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Priolo Gargallo, polemiche sul piano dei miasmi Ias: l’Assessore Gianni fa luce su ciò che si sta facendo

Riceviamo e pubblichiamo per intero una lettera firmata dal Dott. Luciano Gianni, Assessore al territorio e all’ambiente del Comune di Priolo Gargallo:

Apprendo in questi giorni dai giornali degli allarmismi, in qualche modo giustificati, in merito ai purtroppo continui miasmi provenienti dal depuratore IAS di Priolo. Proprio giovedì scorso, nella veste di assessore al territorio e ambiente ho tenuto una riunione con i rappresentati dell’IAS, il dott. Cuspilici dell’ufficio speciale per il risanamento ambientale, e i rappresentanti di ARPA, ISPRA, CNR e CUTGANA, proprio per attenzionare la situazione dei miasmi del depuratore, abbiamo fatto il punto della situazione e vagliato le prime soluzioni che sono state sottoposte da alcune aziende per cercare di risolvere definitivamente il problema.

Ovviamente la posizione tenuta è stata quella di sollecitare i tempi di elaborazione di un progetto risolutivo e si spera definitivo, ma certamente dovremo aspettare qualche settimana ancora per avere una risposta tecnica il più concreta possibile. Ho chiesto, a garanzia di una soluzione valida e sicura, il supporto e il confronto serrato con i tecnici del CNR che possano garantire l’apporto scientifico.
In occasione di questo incontro si è parlato anche del problema “collettatura acque bianche” nel territorio di Priolo, che rappresenta, nei periodi di forte piovosità, un pericolo e un disagio per i cittadini di priolo, chiedendo di individuare delle risorse comunitarie all’interno dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente per far fronte a questa situazione.

Inoltre ho messo sul tavolo un altro grave problema che limita lo sviluppo del territorio di Priolo, il problema SIN chiedendo al CNR e all’ufficio speciale di supportarci per proporre al ministero la riperimetrazione dei SIN nell’area di priolo, oggi calati sul territorio a macchia di leopardo, penalizzando aree che potrebbero essere utilizzate per espandere e/o valorizzare il territorio stesso.

Per finire abbiamo durante la riunione discusso delle schede tecniche da redigere per il piano di risanamento ambientale, che oggi dispone di risorse, da utilizzare per la realizzazione di una barriera arborea che cinturi i confini della zona industriale e che possa mitigare quindi l’impatto ambientale visivo, sonoro e odorigeno.


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