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Priolo Gargallo, Versalis: “Lo stato vuole smantellare la chimica italiana”. Sciopero nazionale indetto dai sindacati

Dopo le mobilitazioni di questi giorni a Porto Marghera, Porto Torres, Priolo, negli stabilimenti di Versalis, i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil alzano il tiro e proclamano 8 ore di sciopero nazionale per il 20 gennaio 2016 in tutti gli insediamenti italiani del gruppo Eni e della società Saipem.

Il 17 dicembre manifestazione nazionale a San Donato Milanese, la sede centrale dell’Eni. “Non siamo di fronte ad un normale riassetto di una grande azienda, ma allo smantellamento della chimica italiana e ad una accelerazione del processo di trasformazione dell’Eni che vede le sue attività tutte concentrate fuori dall’Italia”: è l’accusa che i segretari generali Filctem, Femca, Uiltec, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani lanciano dall’assemblea nazionale a Roma di tutti i delegati del Gruppo Eni, presenti i segretari generali delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo che proprio due giorni fa avevano inviato una lettera preoccupata al premier Renzi per chiedergli un immediato incontro.

Con il nuovo piano di riassetto dell’Eni – insistono i tre leader sindacali – viene messo in discussione tutto l’assetto territoriale della chimica, da quella “verde” – che vedrà il blocco degli investimenti – all’incertezza nelle aree di chimica tradizionale a fronte dei mancati investimenti di questi anni: non solo il “cracking” di Marghera, ma l’insieme dell’area padana e Priolo rischiano di arretrare sul piano degli investimenti di processo e di prodotto”.

Miceli, Colombini e Pirani si rivolgono direttamente al Governo, il quale “non può pensare né solo al dividendo, anche straordinario, né tantomeno a far cassa a danno dell’assetto industriale del paese. Non faccia solo – insistono – l’azionista pubblico, ma regoli la politica industriale nel nostro Paese”. Peraltro – concludono i tre leader sindacali che, proprio ieri, hanno avuto una audizione alla commissione Attività Produttive della Camera – non siamo i soli se numerosi deputati sulla chimica Eni (Versalis e Syndial) hanno depositato proprio presso la commissione Attività Produttive della Camera un atto di indirizzo che impegna il Governo ad un intervento complessivo, e se la commissione Industria del Senato ha avviato una indagine conoscitiva su Versalis, la cui ventilata cessione di quote, visto il basso prezzo del greggio, può generare appetiti speculativi, come noi temiamo, contrariamente a Squinzi decisamente favorevole alla vendita”.

Certo, sul progetto di dismissione di Versalis la ghigliottina inevitabilmente cadrebbe sulla testa della “chimica verde” italiana.


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