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Priolo: “L’azzeraramento di storiche aziende a favore di altre non legate al territorio, mortifica il petrolchimico”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata, sul Petrolchimico di Priolo:

“Questa calda estate Siracusana è caratterizzata da una drammatica e crescente emergenza occupazionale generata non solo dalla congiuntura negativa e dal blocco degli investimenti ma anche da spericolate operazioni societarie che senza dubbio rappresentano il preludio di una nuova trasformazione di un territorio già duramente colpito. Chi subirà il colpo più duro è ancora una volta l’indotto del petrolchimico e in particolare quello della ISAB, su cui pesa ancora una volta l’accentuato disturbo dissociativo dell’azienda che sembra voler rinnegare le stesse linee guida che formalmente ha condiviso con i sindacati nell’accordo del 21 marzo 2012.

Regole che dovevano e potevano rappresentare una spinta propositiva per la costruzione di giuste relazioni industriali ed essere la base di partenza per la definizione di una corretta gestione degli appalti. Regole che la ERG‐LUKOIL mortifica per mano dei suoi piccoli Zar siracusani, disegnando uno scenario che mette in discussione la valorizzazione delle aziende locali, eccellente espressione di professionalità e competenza, che in una corretta visione di responsabilità sociale avrebbe permesso quel “consolidamento delle condizioni complessive della manodopera locale” che era alla base dell’accordo siglato. Invece il possibile azzeramento delle storiche aziende , a favore di imprese non sindacalizzate e senza alcun legame con il territorio, rischia di destabilizzare inevitabilmente l’intero
Petrolchimico che rischierebbe di perdere quell’identità collettiva forte e combattiva espressa da sempre dai metalmeccanici Siracusani che vedrebbero sfumare ancora una volta la speranza di articolare i termini di uno sviluppo che la politica e gruppi Petrolchimici hanno sempre osteggiato.

Un appiattimento alle volontà delle grandi aziende petrolchimiche che i metalmeccanici non tollereranno mai, contrastando fermamente l’effetto di processi speculativi che l’esperienza insegna essere sempre a saldo occupazionale negativo. Occorre pretendere una vera politica industriale, dare al lavoro il valore che merita per bloccare con determinazione chi, sotto il peso dell’emergenza, vuole affermare una arrogante preminenza del “ diritto d’impresa ” che serve solo ad agevolare il negativo processo di
ridefinizione sociale ed economico del petrolchimico Siracusano.

Per ridare la speranza di un futuro a migliaia di lavoratori occorre però un nuovo protagonismo sindacale è ora di invertire marcia, l’arroganza del capitale si combatte solo con la lotta. Solo con la lotta si difendono lavoro e diritti, Il popolo del lavoro non aspetta altro. Occorre costruire una complessa vertenza territoriale per affermare una legittima visione di sviluppo che tenti di incrociare il futuro del Petrolchimico con quello dell’intero territorio, progetto che i metalmeccanici intendono realizzare determinati ancora una volta a costruire il proprio futuro con la lotta e la mobilitazione.”