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Priolo, oggi l’autopsia sul corpo di Angelo Cavalieri: dovrà chiarire il nesso tra l’aggressione e la morte

Per chiarire le cause della morte e verificare se le lesioni riportate durante il pestaggio siano state tali da provocare il malore che, nella notte successiva, si è rivelato fatale

Sarà conferito oggi pomeriggio l’incarico al medico legale che dovrà eseguire (presumibilmente oggi stesso) l’esame autoptico sul corpo di Angelo Cavaliere, l’operaio di Priolo morto dopo le conseguenze di una violenta aggressione avvenuta nei giorni scorsi in via Castel Lentini, nel centro cittadino. La Procura di Siracusa, rappresentata dalla Pm Chiara Metoldo, intende chiarire in questo modo le cause della morte e verificare se le lesioni riportate durante il pestaggio siano state tali da provocare il malore che, nella notte successiva, si è rivelato fatale.

Aggredito in strada, muore il giorno dopo: fermato un 46enne

Polizia

Secondo quanto emerso finora, dopo l’aggressione l’uomo non avrebbe chiesto di essere trasportato in ospedale e il giorno seguente avrebbe accusato un malore, morendo prima del trasferimento. La famiglia della vittima si è affidata all’avvocato Domenico Mignosa, che seguirà le varie fasi del procedimento penale avviato nei confronti del 46enne arrestato dagli agenti. Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia di Stato, il provvedimento di fermo è stato eseguito nella serata del 28 febbraio, su disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa, al termine delle prime indagini. Gli investigatori avrebbero raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, ritenuto responsabile dell’aggressione avvenuta la sera del 26 febbraio.

Determinanti, in questa fase, sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona del pestaggio. Proprio dall’analisi dei filmati, secondo gli inquirenti, sarebbe stato possibile risalire all’identità del sospettato.

La ricostruzione investigativa parla di una discussione degenerata in violenza: il 46enne avrebbe colpito la vittima con numerosi calci e pugni, continuando a infierire anche quando l’uomo era già a terra. Un primo esame del medico legale intervenuto dopo il decesso avrebbe già collegato la morte alle percosse subite il giorno precedente, ma sarà proprio l’autopsia a fornire un quadro medico-legale più preciso e a sciogliere eventuali dubbi sul rapporto diretto tra aggressione e decesso.

Il fermo è stato già convalidato dal Gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato. La Procura ha motivato la misura non solo sulla base degli elementi raccolti, ma anche per il presunto tentativo dell’uomo di sottrarsi alle ricerche della polizia giudiziaria. Restano ancora aperti alcuni aspetti dell’inchiesta, però, e gli investigatori stanno infatti lavorando per ricostruire il movente dell’aggressione e per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.


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